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Venezia, cadmio nell’aria a Murano: sigilli a quattordici aziende

Indagine della Finanza, 19 denunciati anche per rifiuti e smaltimenti errati
Il Corriere del Veneto, 5 luglio 2019, cronaca di Venezia e Mestre

VENEZIA Qualcuno per anni non ha fatto manutenzione agli impianti. Altri, addirittura, non potevano nemmeno produrre il vetro perché non avevano l’autorizzazione alle emissioni in aria. Le analisi dell’Arpav lo avevano rilevato: i livelli di cadmio nell’aria a Murano erano ancora troppo alti, nonostante il dimezzamento in due anni. I controlli della Guardia di finanza lo hanno dimostrato: nel 2018, su 89 vetrerie controllate 14 non erano in regola. Nell’arco di un anno e mezzo gli impianti di queste aziende sono stati sequestrati e le società stanno provvedendo all’adeguamento delle fornaci per poter ottenere l’autorizzazione. Ma c’è di più: alcune delle ditte depositavano in maniera incontrollata tonnellate di rifiuti, molti dei quali pericolosi, rischiando di contaminare l’ecosistema lagunare. I numeri dell’indagine, cominciata a gennaio 2018 e conclusa in questi giorni sotto il coordinamento del pm Giorgio Gava, parlano chiaro: sigilli a 14 impianti, 19 titolari delle vetrerie denunciati, 11 mila chili di rifiuti speciali e pericolosi sequestrati insieme alle quattro aree in cui erano depositati, oltre 27 chili di cadmio detenuto in maniera irregolare e 15mila chili di rifiuti non smaltiti. Le multe sono di 21mila euro totali. Continua a leggere

Vetro a Murano, controllo negli impianti: 14 chiusi. Sequestri, multe e rifiuti pericolosi

Il Gazzettino di Venezia, 4 luglio 2019, cronaca di Venezia e Mestre

MURANO (VENEZIA) – Sono stati 14 gli impianti produttivi delle vetrerie di Murano chiusi nel monitoraggio del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Venezia insieme ai tecnici del Servizio Politiche Ambientali della Città Metropolitana di Venezia, Arpa Veneto, Ulss 12 ed Agenzia delle Dogane, coordinati dalla Procura della Repubblica.

IL CONTROLLO E LA STANGATA
Il controllo era stato avviato nel 2018, a tutela della salute pubblica ed in particolare della qualità dell’aria. Sono stati complessivamente 89 i controlli ad impianti produttivi di cui 14 sottoposti a sequestro perché non autorizzati alle emissioni in atmosfera; denunciate 19 persone per violazioni alla normativa ambientale; sequestrate 4 aree dell’estensione complessiva di mq. 11.075, adibite a deposito incontrollato di rifiuti speciali e pericolosi; sequestrati 27,664 kg di cadmio irregolarmente detenuto oltre a 15.605 kg di rifiuti speciali e pericolosi non regolarmente avviati a smaltimento. Erogate sanzioni amministrative per un valore di oltre 21 mila euro.

L’indagine si è sviluppata in un preliminare studio sugli insediamenti presenti sul territorio, del loro ciclo produttivo, delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera rilasciate e delle relative prescrizioni. Successivamente sono stati effettuati i controlli sul campo, con prelievi finalizzati all’analisi dei campioni di minerale e verifica della conformità ed efficienza degli impianti di abbattimento delle emissioni. I finanzieri hanno verificato anche il rispetto delle procedure di produzione e smaltimento dei rifiuti speciali e pericolosi, come i fanghi derivanti dal processo di rifinitura dei manufatti e le ceneri e la calce derivanti dal processo di abbattimento delle emissioni in atmosfera.

LE ANALISI ARPAV
I risultati delle analisi di Arpav sulla qualità dell’aria a Murano, nell’anno 2018, hanno evidenziato che la presenza di piombo, arsenico e nichel è risultata inferiore ai rispettivi valori limite ed obiettivo; il cadmio mantiene un livello di criticità, evidenziando però una media annuale inferiore del 56% rispetto al 2017; è la conferma dell’efficacia del lavoro effettuato dalla Procura e dalle Istituzioni interessate, che hanno collaborato in perfetta sinergia, mettendo in campo le rispettive specifiche professionalità e competenze.

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