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Isola Tresse, rialzo di 12 metri per contenere nuovi fanghi

Il progetto all’esame della Salvaguardia. Lunedì l’Ispra approva il nuovo protocollo sui sedimenti scavati in laguna. Gli ambientalisti: «Puntare al riequilibrio»
La Nuova di Venezia, 14 settembre 2019, sezione Cronaca

Via libera al nuovo protocollo fanghi. Ma non agli scavi in laguna. Sarebbe questo l’orientamento dell’Ispra, l’Istituto superiore per la ricerca ambientale, che già nelle prossime ore dovrebbe approvare in via definitiva il nuovo «Protocollo d’intesa per la gestione dei sedimenti in laguna». Lo ha annunciato il ministro per l’Ambiente Sergio Costa alla commissione Ecomafie. E il nuovo protocollo è atteso dal Porto, dal Comune, e dal Consorzio Venezia Nuova.

Si tratta di una normativa «aggiornata» rispetto al protocollo del 1993. «Bisogna adeguarsi alla nuova normativa europea», hanno scritto gli esperti dell’Università di Ca’ Foscari. La proposta è quella di superare l’attuale divisione tra o sedimenti di classe A e B. I primi della scala di quattro. Classe C e «oltre C» riguardano i fanghi inquinati, presenti in gran parte dei canali industriali. Gestione più snella, dunque. E una sorta di via libera a utilizzare i fanghi per la ricostruzione delle barene. Soddisfazione nei Palazzi veneziani. Un po’ meno nel mondo ambientalista. Che denuncia da tempo il pericolo degli scavi di nuovo canali in laguna.

Martedì arriva in commissione di Salvaguardia il progetto per aumentare la discarica dell’isola delle Tresse, a pochi passi dal canale dei Petroli. Il progetto prevede di rialzare le sponde fino a una quota di 12 metri sul livello del mare. Per contenere altri milioni di metri cubi di fanghi scavati in laguna. Almeno 3 milioni di metri cubi per i canali portuali, un milione per i rii della città storica. «Bisogna fare manutenzione per mantenere i canali navigabili», ha spiegato alla commissione Ecomafie il sindaco Luigi Brugnaro. Continua a leggere

Rifiuti, discariche e malaffare: il viaggio della Commissione Ecomafie al nord

Nel Veneziano farà tappa a San Donà, Noale, al sistema portuale di Venezia e al Sin di Porto Marghera: «Una missione per vedere in prima persona alcuni siti interessati da roghi e smaltimenti illeciti»
Da Venezia Today, 5 luglio 2019, sezione Attualità

Sarà in Veneto e nel Veneziano, la prossima settimana, la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, dopo le inchieste che hanno coinvolto ditte di smaltimento e discariche del territorio. In certe aree del Veneziano non si contano le manifestazioni di impegno per portare a termine le bonifiche dei terreni, utilizzati e mai risanati. Il loro recupero è rimasto al palo, ed è anche quasi uscito dal dibattito pubblico.

Le tappe
Prima fermata San Donà di Piave, L’Ecomafie sarà in sopralluogo allo stabilimento della Se.Fi, specializzata nella gestione di rifiuti, sia nel Veneziano, sia nel Trevigiano, lo scorso anno interessata da un devastante incendio che cancellò il capannone di gestione, raccolta e smaltimento degli scarti. In programma altri sopralluoghi ai siti di Noale e Paese (Treviso), al centro di un’inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Venezia per traffico illecito di rifiuti che ha coinvolto la Cosmo, a fine 2018, con circa 280 mila tonnellate di materiale sequestrato.

Porto Marghera
La Commissione svolgerà anche sopralluoghi al Sin (sito di interesse nazionale) per la bonifica di Porto Marghera, nodo ancora irrisolto, e al porto di Venezia, e in prefettura incontrerà il presidente dell’Autorità portuale, Pino Musolino. Saranno sentiti il sindaco di Venezia, l’assessore all’Ambiente della Regione Veneto, Gianpaolo Bottacin, i magistrati della procura di Venezia, il comandante regionale della guardia di finanza. Saranno inoltre incontrati i rappresentanti di Arpa Veneto, il presidente del Provveditorato interregionale opere pubbliche del Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia (ex Magistrato alle Acque), il presidente di Confindustria Veneto, Matteo Zoppas, i rappresentanti del consorzio Venezia Nuova e della società Veneto Acque, il curatore fallimentare di Miteni. Insieme al presidente Vignaroli, parteciperanno alla missione deputati di tutti i partiti e, del territorio, i senatori Andrea Ferrazzi e Vincenzo D’Arienzo del Pd.

La missione al nord
«Il Nord Italia è una delle aree più calde del Paese sul fronte degli incendi di rifiuti, e non è esente da altri illeciti ambientali – ha detto il presidente della Commissione Ecomafie, Stefano Vignaroli -. Diverse inchieste degli ultimi anni hanno dimostrato che in molti casi i flussi si sono invertiti rispetto al passato, e oggi le regioni settentrionali sono il punto di arrivo dei rifiuti. Gli incendi e gli stoccaggi di rifiuti in capannoni abbandonati sono un sintomo importante dei traffici illeciti e non vanno sottovalutati. Questa missione sarà l’occasione per acquisire informazioni e vedere in prima persona alcuni siti interessati da roghi e smaltimenti illeciti. Faremo anche un sopralluogo al Sin di Porto Marghera: un sito perimetrato per la prima volta nel 2000 e che oggi, dopo quasi 20 anni, ha un procedimento di bonifica concluso solo sul 16% dei suoli e l’11% delle acque di falda», conclude Vignaroli.
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