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Rifiuti, discariche e malaffare: il viaggio della Commissione Ecomafie al nord

Nel Veneziano farà tappa a San Donà, Noale, al sistema portuale di Venezia e al Sin di Porto Marghera: «Una missione per vedere in prima persona alcuni siti interessati da roghi e smaltimenti illeciti»
Da Venezia Today, 5 luglio 2019, sezione Attualità

Sarà in Veneto e nel Veneziano, la prossima settimana, la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, dopo le inchieste che hanno coinvolto ditte di smaltimento e discariche del territorio. In certe aree del Veneziano non si contano le manifestazioni di impegno per portare a termine le bonifiche dei terreni, utilizzati e mai risanati. Il loro recupero è rimasto al palo, ed è anche quasi uscito dal dibattito pubblico.

Le tappe
Prima fermata San Donà di Piave, L’Ecomafie sarà in sopralluogo allo stabilimento della Se.Fi, specializzata nella gestione di rifiuti, sia nel Veneziano, sia nel Trevigiano, lo scorso anno interessata da un devastante incendio che cancellò il capannone di gestione, raccolta e smaltimento degli scarti. In programma altri sopralluoghi ai siti di Noale e Paese (Treviso), al centro di un’inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Venezia per traffico illecito di rifiuti che ha coinvolto la Cosmo, a fine 2018, con circa 280 mila tonnellate di materiale sequestrato.

Porto Marghera
La Commissione svolgerà anche sopralluoghi al Sin (sito di interesse nazionale) per la bonifica di Porto Marghera, nodo ancora irrisolto, e al porto di Venezia, e in prefettura incontrerà il presidente dell’Autorità portuale, Pino Musolino. Saranno sentiti il sindaco di Venezia, l’assessore all’Ambiente della Regione Veneto, Gianpaolo Bottacin, i magistrati della procura di Venezia, il comandante regionale della guardia di finanza. Saranno inoltre incontrati i rappresentanti di Arpa Veneto, il presidente del Provveditorato interregionale opere pubbliche del Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia (ex Magistrato alle Acque), il presidente di Confindustria Veneto, Matteo Zoppas, i rappresentanti del consorzio Venezia Nuova e della società Veneto Acque, il curatore fallimentare di Miteni. Insieme al presidente Vignaroli, parteciperanno alla missione deputati di tutti i partiti e, del territorio, i senatori Andrea Ferrazzi e Vincenzo D’Arienzo del Pd.

La missione al nord
«Il Nord Italia è una delle aree più calde del Paese sul fronte degli incendi di rifiuti, e non è esente da altri illeciti ambientali – ha detto il presidente della Commissione Ecomafie, Stefano Vignaroli -. Diverse inchieste degli ultimi anni hanno dimostrato che in molti casi i flussi si sono invertiti rispetto al passato, e oggi le regioni settentrionali sono il punto di arrivo dei rifiuti. Gli incendi e gli stoccaggi di rifiuti in capannoni abbandonati sono un sintomo importante dei traffici illeciti e non vanno sottovalutati. Questa missione sarà l’occasione per acquisire informazioni e vedere in prima persona alcuni siti interessati da roghi e smaltimenti illeciti. Faremo anche un sopralluogo al Sin di Porto Marghera: un sito perimetrato per la prima volta nel 2000 e che oggi, dopo quasi 20 anni, ha un procedimento di bonifica concluso solo sul 16% dei suoli e l’11% delle acque di falda», conclude Vignaroli.
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Quanta bella monnezza! Il sindacalista attacca le ecomafie

Business dei rifiuti, un affare pericoloso. Le minacce, i tentativi di corruzione, l’assenza di controlli, le connivenze dei sedicenti contropoteri: un pamphlet che fa rumore
La Nuova di Venezia, 21 gennaio 2019, sezione Cronaca

VENEZIA. “Quanta bella monnezza!” più che un libro sui rifiuti è una denuncia sul mondo che attorno ai rifiuti ha costruito e costruisce fortune e carriere in questa provincia. Un racconto duro che farà sobbalzare sulla sedia più di qualcuno. L’ha scritto Salvatore Livorno, un sindacalista, prima della Cgil e oggi della Uil, in prima linea nel difendere gli ultimi tra gli ultimi, i lavoratori della monnezza. Racconta la galleria di personaggi e situazioni che ha incontrato e ne è uscito uno spaccato che non coincide con il “modello Veneto” della gestione dei rifiuti sbandierato in questi anni. Tutt’altro.

Leggendo il libro viene da pensare che se tu avessi accettato tutti i tentativi di corromperti con buste di denaro avresti risolto i tuoi problemi economici per un bel po’. Ma nel mondo dei rifiuti è così importante avere dei sindacalisti compiacenti?
E’ un mondo in cui i sindacalisti possono essere funzionali. Non è corretto guardare solo a chi sta dall’altra parte del tavolo, i “padroni”, pubblici o privati che siano. Il problema è anche del sindacato o meglio dei sindacalisti. Stando alla superficie, non entrando nei punti nevralgici gli accordi li fai e lasci inalterato il sistema.

Oltre ad offerte di denaro nel tuo mestiere hai ricevuto cose più pesanti: una busta con un proiettile, il danneggiamento della macchina. Episodi accaduti mentre stavi seguendo dure vertenze con la De Vizia, società di Avellino che fino all’anno scorso gestiva i rifiuti in molti comuni del Veneto ed in particolare della bassa padovana. E’ anche un mondo pericoloso?
Può essere pericoloso, ma le minacce materiali sono un fatto visibile. C’è l’imprenditore privato che può avere metodi, diciamo, spicci. Mi ricordo il caso di un imprenditore che aveva una ditta di materiali ferrosi, aveva degli operai magrebini che separavano a mano i rifiuti. Nel capannone c’erano molti topi e lui risolveva il problema con un fucile ad aria compressa, solo che alle volte non colpiva i topi… si, c’è anche molto far west in quel mondo. Attenzione, non sono tutti così. Le imprese grandi che sono spesso impastate con la politica hanno altre modalità. Meno spicce, ma non per questo meno dure. Continua a leggere