Archivi tag: città e cemento

Rigenerazione e città verticale ma restano tanti i “buchi neri”

DAL GRATTACIELO DI VIA TORINO FINO AL PIANO DI BLO IMMOBILIARE LUNGO LA ROMEA L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA: IL FALLIMENTO NELL’AREA EX UMBERTO I E PALAZZO SAN LORENZO
La Nuova di Venezia, 8 luglio 2018, sezione Cronaca

Dieci anni sono passati e il panorama è cambiato poco. Nel piano degli interventi del sindaco Brugnaro, ovvero la fase attuativa del Piano di assetto del territorio, il Pat, adottato dal Comune nel 2013, c’è la città verticale tra Mestre e Marghera, con la volontà di “favorire azioni di recupero, rigenerazione e densificazione dei tessuti urbani” e fare di Mestre il “cuore amministrativo e culturale dell’ area metropolitana e del Nordest”. Già nel 2008, con la demolizione dell’Umberto I e il trasferimento dell’ospedale da via Circonvallazione a Zelarino, dove è sorto l’Angelo, Massimo Cacciari, sindaco filosofo del centrosinistra, aveva teorizzato per Mestre un futuro da “città verticale”. Di mezzo, però, ci si è messa una crisi economica che ha colpito duro in particolare il mondo dell’edilizia, fermando tanti progetti di torri e grattacieli. Al punto che c’è chi, senza scherzare poi troppo, vorrebbe vedere una grande mostra di simulazioni computerizzate e rendering di quella Mestre “degli intenti”, rimasta inattuata.

Nel 2008 la “Nuova Venezia” aveva contato 19 progetti di grattacieli che dovevano modificare lo sky-line di Mestre. Oggi di quei progetti ne restano ben pochi attuabili. La giunta di centrodestra muove gli investimenti, in particolare per il commerciale e il ricettivo, quest’ultimo vero “motore” trainante delle costruzioni in città: basta farsi un giro in via Ca’ Marcello con il “muro” di alberghi che cresce senza il bisogno di altezze mozzafiato.

Finora la torre più alta l’ha costruita il costruttore Francesco Fracasso con la Hybrid di via Torino, nata dalla demolizione dell’ex deposito Actv e voluta dalle giunte di centrosinistra. Oggi l’area comprende un Interspar e la torre di 75 metri, con il ristorante giapponese sul tetto e, a fianco, la nuova sala prove, affidata al Comune. Continua a leggere

Diecimila alberi e arbusti contro l’inquinamento

LE OPERE DI COMPENSAZIONE
La Nuova di Venezia, 8 luglio 2018, sezione Cronaca

Per compensare l’anidride carbonica prodotta dal grande progetto edilizio, i privati sono chiamati anche a mettere a dimora 2.440 alberi e 7.320 arbusti ad alto assorbimento di Co2, prescrive la commissione Via nella sua relazione finale. E il progetto della torre dovrà essere al centro anche di tutta una serie di monitoraggi ambientali. Nel parere finale infatti si legge che le opere di viabilità, l’impatto ambientale del traffico, gli studi acustici sono questioni che la commissione Via dispone siano controllati ancora con monitoraggio, ripetuti anche «prima dell’attivazione della struttura commerciale e successivamente, entro un anno dall’attivazione». Su aria, traffico e tutela dell’avifauna la documentazione del progetto edilizio dovrà essere inviata ad Arpav, Comune e città metropolitana per un aggiornamento del piano di monitoraggio all’interno del Sia.

I numeri del progetto impongono ovviamente una particolare attenzione. Il progetto prevede due corpi principali con una piastra di due piani fuori terra (a destinazione commerciale) sopra il parcheggio seminterrato e a fianco una torre di 17 piani. La piastra ha una superficie complessiva di 13.197 metri quadri mentre la torre si sviluppa su 12.073 metri quadri con 5.474 metri quadrati commerciale; 5.902 metri quadrati di alberghiero e un ristorante di quasi 700 metri quadrati. I primi otto piani della torre avranno funzione commerciali; gli altri otto comprendono albergo, ristorante, spa e hall.
Link all’articolo