Archivi categoria: Altri

Patto tra porti del Nordest per usare gas liquefatto

Il progetto prevede di costituire depositi di Gnl per il rifornimento navi
Il Sole 24 Ore, 4 ottobre 2019, sezione Impresa e Territori

Il gas naturale liquefatto, cioè il metano raffreddato fino a diventar liquido, potrebbe essere il carburante ideale per i trasporti pesanti, dalle navi fino ai camion. Non a caso in questi giorni sono partite esperienze interessanti con i distributori avviati sull’autostrada A35 Brebemi nelle aree di servizio Adda Nord e Sud a Caravaggio (Bergamo), oppure con i depositi di Gnl realizzati in Sardegna, o ancora con il progetto di trasformare il porto di Venezia in un porto a emissioni basse, bassissime.

Già oggi per entrare nel porto di Venezia le navi sono obbligate a cambiare combustibile e, invece dell’oliaccio che solleva nuvole nere e solforose, devono ricorrere a combustibili a bassissimo tenore di zolfo. Va osservato che le moderne navi, come le grandi navi da crociera ma anche i mercantili di nuova concezione, non usano più i motori che fanno girare l’albero e l’elica con il timone bensì hanno una motorizzazione ibrida guidata dal ponte comando tramite un joystick. In sala macchine i motori, quelli con i camin che fumano, sono in realtà generatori elettrici. Sono centrali elettriche naviganti. L’elettricità prodotta da questi impianti alimenta motori elettrici con eliche azimutali: il motore elettrico con l’elica che vi è direttamente calettata può rotare e imprimere non solamente la spinta ma anche la direzione, senza più bisogno del timone.

Il progetto prevede di costituire depositi di metano liquido per il rifornimento delle navi, ma anche per poter alimentare tutti i fabbisogno di metano liquido del Veneto, compresi i camion che percorrono il corridoio internazionale dell’A4 verso Lubiana e Zagabria e il corridoio del Brennero verso la Baviera. In particolare il presidente del porto di Venezia, Pino Musolino tramite l’associazione Napa si è alleato con i porti dell’Alto Adriatico Trieste, Capodistria e Fiume. Con un finanziamento di 320mila euro hanno sviluppato un piano per lo sviluppo di infrastrutture portuali per il gas liquefatto e soluzioni logistiche per la distribuzione e approvvigionamento.

Il progetto è molto articolato e vede più elementi. Per esempio i depositi costieri Decal e San Marco Gas (gruppo San Marco Petroli) stanno progettando a Marghera depositi pari a 32mila metri cubi per movimentare in tutto 1 milione di metri cubi di gas l’anno da far arrivare con piccole navi gasiere. Altri progetti per il gas liquefatto nel polo energetico veneziano riguardano l’Eni, con una stazione di servizio a Marghera e un punto di rifornimento di navi; la Rimorchiatori Riuniti Panfido; l’Actv, cioè azienda dei trasporti pubblici locali con i famosi vaporini di Venezia. L’Actv pensa in particolare a una flotta di 100 vaporetti alimentati non più a gasolio bensì a metano liquido, ma come prime prove sperimentali a Gnl potrebbero funzionare i traghetti ferry che portano le automobili sulle isole del Lido e di Pellestrina.

L’intero progetto di trasformare a metano liquido le navi coinvolge con progetti simili anche Ravenna, Ancona, Civitavecchia, Livorno, La Spezia e Genova, ma punti di rifornimento per navi potrebbero arricchire anche i porti di Messina e Augusta. Intanto sarà operativo tra un anno il deposito costiero di Gnl che la Higas sta realizzando nel porto industriale di Oristano. A Santa Giusta si stanno realizzando i primi tre serbatoi termici arrivati nelle settimane scorse dalla Toscana. I serbatoi termici sono lunghi 27 metri, hanno un diametro di 10 metri e pesano 130 tonnellate. Il progetto prevede l’istallazione di altri tre serbatoi per un totale di nove mila metri cubi di Gnl destinati ad alimentare le reti della zona e le navi da crociera.
Link all’articolo

Franceschini a Venezia: mai più Grandi Navi a San Marco

Il neo ministro dei Beni culturali alla Mostra del cinema: un impegno entro la fine del mio mandato. La protesta di trecento manifestanti che hanno occupato per ora il red carpet
Il Sole 24 Ore, 7 settembre 2019, sezione Impresa e Territori

Il neo ministro per i Beni culturali Dario Franceschini arriva a Venezia per la Mostra del cinema (che tra qualche ora assegnerà i premi) e prende «un impegno» via twitter: «Entro la fine del mio mandato nessuna Grande Nave passerà più davanti a San Marco. Il vincolo del @_MiBAC è solo il primo passo. Abbiamo perso troppo tempo e il mondo ci guarda incredulo. #GrandiNavi». Le parole dell’esponente del Pd sono arrivate dopo che trecento attivisti del “Comitato No Grandi Navi” avevano occupato per sette ore il red carpet.

Il progetto Toninelli
Quella delle grandi navi è uno dei dossier lasciati irrisolti dal governo giallo-verde. Per evitare il passaggio delle grandi navi a San Marco e nel Canale della Giudecca l’ex ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, aveva puntato sul progetto degli scali diffusi, utilizzando le banchine lungo il Canale dei Petroli a ridosso di Porto Marghera, iniziando da quelle a Fusina (navi di minor stazza) fino alle rive a ridosso della terraferma. La crisi di governo ha però congelato il piano e lo scorso 22 agosto alla riunione sulle grandi navi chiesta proprio dal ministero delle infrastrutture all’Autorità portuale era stato disertato proprio dai tecnici del Mit.

I tempi
Dopo l’incidente ai primi di giugno dovuto a un’avaria della grande Msc Opera che aveva abbordato una nave per crociere fluviali (ma a luglio si era sfiorato un altro caso) Toninelli aveva spinto per far scattare il trasloco delle grandi navi già a settembre. Tuttavia, proprio da l tavolo tecnico, cui partecipano Comune e Regione, oltre ai responsabili dello scalo portuale, i rappresentanti delle compagnie crocieristiche, della Capitaneria di Porto e delle numerose istituzioni pubbliche, erano emerse le molte criticità che rendevano impossibile quel’obiettivo. Il progetto potrebbe essere messo in campo solo nel 2020.

I costi
C’è poi il tema dei costi molto alti per l’adeguamento delle banchine e per il trasferimento dei crocieristi e dei loro bagagli verso Venezia, senza tralasciare le questioni legate alla sicurezza, ovvero la realizzazione nelle banchine dei sistemi di controllo su persone, bagagli e merci, e il collegamento della videosorveglianza ad un’unica centrale operativa.
Link all’articolo