Archivi del giorno: 6 giugno 2019

Toninelli: grandi navi a Chioggia o Lido

La Nuova di Venezia, 6 giugno 2019, sezione Regione

Venezia. «Il progetto di Marghera non esiste». È secco il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli nel rispondere alle tre interrogazioni alla Camera di Leu, M5s, e Forza Italia su cosa intenda fare il governo per togliere le grandi navi dal Bacino di San Marco, dopo lo spaventoso incidente di domenica. Marghera (con scavo del canale Vittorio Emanuele fino in Marittima) è la soluzione caldeggiata da Comune, Regione, operatori portuali: per il Mit non è neppure in campo. «Ciò che mi preme chiarire è che non esiste alcun progetto Porto di Marghera», parla veloce Toninelli nell’aula di Montecitorio, «si tratta di un’idea, uno studio embrionale e non certo di una soluzione che da domani farebbe traslocare le grandi navi dalla laguna di Venezia. Mancano la valutazione di impatto ambientale, la disciplina dello smaltimento dei fanghi e la relativa quantificazione economica. Non esiste uno studio di fattibilità. Al mio Gabinetto non è mai stato inviato nulla».

Il ministro ci tiene a ribadire due cose: che sull’ipotesi Marghera non vede «come si possano bloccare o abbandonare nei cassetti del Ministero progetti mai pervenuti». E che si lavora da tempo su altri fronti, per arrivare a una decisione entro poche settimane. L’alternativa in campo, per lui, è tra Chioggia e Bocca di Porto del Lido. Martedì si riunirà il gruppo di lavoro tra Provveditorato, Porto, Capitaneria che ha regolato il transito delle navi in attesa delle scelte politiche sulle vie alternative.
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Venezia, nuovo esposto dei comitati contro le grandi navi: “Regole violate da anni, bloccare il traffico”

Gli ambientalisti che hanno presentato denuncia alla Procura della Repubblica per chiedere che dopo l’incidente del 2 giugno si blocchi il passaggio delle imbarcazioni oltre le 40mila tonnellate e si accenda finalmente un faro su responsabilità più generali
Il Fatto Quotidiano, 6 giugno 2019, sezione AMBIENTE & VELENI

Da anni il Comitato No Grandi Navi e l’associazione Ambiente Venezia sollecitano inutilmente l’intervento della magistratura. Presentano denunce, ma i fascicoli non portano ad inchieste penali. Com’è possibile che dal 2012 il passaggio delle grandi navi nel Bacino di San Marco sia vietato dal decreto dei ministri Clini-Passera, e che il traffico continui davanti a Palazzo Ducale e nel canale della Giudecca? Qualcuno sta tollerando omissioni e mancata applicazione delle norme, tutti coloro che non impediscono un traffico che mette a repentaglio la sicurezza di Venezia andrebbero perseguiti. Questo sostengono gli ambientalisti che hanno presentato un nuovo esposto alla Procura della Repubblica veneziana per chiedere che dopo l’incidente di domenica 2 giugno si blocchi il passaggio delle navi di stazza superiore alle 40mila tonnellate e si accenda finalmente un faro su responsabilità più generali.

La denuncia è stata illustrata da Armando Danella e Luciano Mazzolin, portavoce delle due associazioni. Felice Casson, ex consigliere comunale ed ex magistrato, ha detto: “La magistratura dovrebbe far ben di più che limitarsi all’indagine una volta successo il fatto. Le situazioni di pericolo conclamate e determinate sono dei delitti ed è consentito fare indagini, sentendo tutti i soggetti legati al tema delle grandi navi”.

La ricostruzione della storia infinita è impressionante. Continua a leggere