Mose, processo d’appello: «Condannare Cinque e Crialese»

La procura generale: nessuna riabilitazione per Matteoli dopo la morte. bocciati anche i ricorsi di Orsoni e Piva. Falconi salvato dalla prescrizione
Il Corriere del Veneto, 14 maggio 2019, cronaca di Venezia e Mestre

VENEZIA Conferma della sentenza solo per l’imprenditore Erasmo Cinque, accusato di corruzione e condannato a 4 anni. Piccola riduzione (da un anno e 10 mesi a un anno e 7 mesi) per l’avvocato ed ex presidente di Adria Infrastrutture Corrado Crialese, per millantato credito.

Caso Matteoli
Estinzione del reato per la morte dell’ex ministro di Ambiente e Infrastrutture Altero Matteoli, deceduto tre mesi dopo la sentenza di primo grado che lo condannava a 4 anni, e dichiarazione di prescrizione per l’altro imprenditore Nicola Falconi. Mentre per l’ex sindaco di Venezia Giorgio Orsoni e l’ex presidente del Magistrato alle Acque Maria Giovanna Piva conferma delle sentenze di primo grado, che li avevano visti in parte assolti e in parte dichiarati prescritti. Queste le richieste del sostituto procuratore generale Alessandro Severi pronunciate martedì pomeriggio al termine della sua requisitoria nel processo di appello sulla vicenda delle tangenti per il Mose, a ennesima conferma che il tempo trascorso sta via via spazzando via tutti i reati di quello che è stato definito uno dei principali scandali del Veneto. Anche se lo stesso pg ha ribadito che il quadro accusatorio ricostruito dai pm Stefano Ancilotto e Stefano Buccini e dagli investigatori della Guardia di Finanza è solido nei confronti di tutti gli imputati.

Gli altri
Nell’udienza finale del 14 settembre 2017, il collegio presieduto dal giudice Stefano Manduzio (a latere Fabio Moretti e Andrea Battistuzzi) aveva condannato Matteoli e Cinque a 4 anni di reclusione ciascuno e alla confisca di 9 milioni e 750 mila euro a testa, accogliendo la tesi che l’ex ministro fosse stato al servizio del Consorzio Venezia Nuova e che il secondo avesse ricevuto i lavori di marginamento e bonifica di Porto Marghera come presupposto perché questi venissero assegnati al pool di imprese del Mose. Falconi aveva preso 2 anni e 2 mesi per corruzione e finanziamento illecito, ma l’ultimo episodio risale a ottobre 2011 quindi sono trascorsi i 7 anni e mezzo previsti dal codice. All’ex avvocato e presidente di Adria Infrastrutture Corrado Crialese era stata comminata una pena di 1 anno e 10 mesi per millantato credito, ma anche qui parte delle contestazioni sono prescritte.

Piva e Orsoni
Piva e Orsoni erano stati invece in parte assolti nel merito, in parte prosciolti per prescrizione, seppure il tribunale avesse ritenuto credibili le accuse contro di loro: Piva aveva però deciso di impugnare la sentenza per sentirsi dichiarare innocente, Orsoni contestando, come aveva anche detto la Cassazione in una sentenza su un caso analogo a Lucca, che alla figura del candidato sindaco non è applicabile la norma sul finanziamento illecito. Cinque, Falconi e Matteoli, per le accuse di corruzione, erano stati condannati a pagare un milione di euro sia allo Stato che al Comune di Venezia, 400 mila alla Regione Veneto, 200 mila alla Città metropolitana e 80 mila al Consorzio Venezia Nuova; il solo Falconi dovrà pagarne altri 50 mila a Ca’ Farsetti per il finanziamento illecito della campagna elettorale dell’ex sindaco Orsoni. Ma ora il decesso dell’ex ministro e l’assoluzione di Falconi costringeranno a rivedere le somme.

L’inchiesta
L’inchiesta era nata prima con gli arresti dell’ex presidente di Mantovani Piergiorgio Baita (il 28 febbraio 2013) e dell’ex presidente e direttore del Consorzio Venezia Nuova Giovanni Mazzacurati (il 12 luglio 2013) ed era poi sfociata nella “maxi-retata” del 4 giugno 2014. Tra coloro che avevano patteggiato, l’ex governatore Giancarlo Galan (2 anni e 10 mesi), l’ex assessore regionale Renato Chisso (2 anni e mezzo), l’ex presidente del Magistrato alle Acque Patrizio Cuccioletta (2 anni) e molti altri imprenditori corruttori e funzionari pubblici corrotti. In un filone stralciato a Milano avevano inoltre patteggiato l’ex generale della Guardia di Finanza Emilio Spaziante (4 anni) e il finanziere Roberto Meneguzzo (2 anni e mezzo). Baita proprio di recente ha chiuso i conti con la giustizia con una pena di 2 anni, mentre Mazzacurati non è processabile per motivi di salute e da inizio 2014 vive negli Stati Uniti, a La Jolla, vicino a San Diego.
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