Centraline “low cost” per le polveri sottili

I sensori costano poche decine di euro ed è facile montarli. Il Forum dell’Aria ne ha già attivate dieci in città e provincia
La Nuova di Venezia, 10 febbraio 2019, sezione Cronaca

Le concentrazioni di polveri sottili (Pm10) sono tornate a superareil limite di sicurezza già da un paio di giorni. Lo rivelano, come sempre, i dati validati dell’Aprav consultabili in qualsiasi momento sul sito dell’agenzia per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto. Ma bastano un sensore commerciale con una scheda wirless (Arduino o Raspberry, acquistabili al costo di qualche decina di euro) che “aspira” l’aria tramite una ventolina connessa ad un tubicino di plastica che fuoriesce da una scatola, ed il gioco è fatto.

Le centraline “low-cost” per il monitoraggio della qualità dell’aria sono semplici da montare, sono in grado di misurare e rivelare automaticamente con un grafico i livelli di inquinamento da polveri (Pm10 e Pm2, 5) con una precisione che si scosta di poco da quella delle centraline fisse dell’Arpav costituite da un sistema di aspirazione dell’aria che ne preleva una parte immettendola in una piccola camera, detta “cella di misura” con appositi dispositivi per la misura in diretta delle concentrazioni di inquinanti. In provincia di Venezia la rete indipendente di monitoraggio dell’aria ne ha già una decina, grazie all’impegno della rete del “Forum dell’Aria” che a sua volta fa capo al progetto a alla piattaforma nazionale “Che aria tira?” promosso dalle associazioni “Cittadinanza Attiva” e di “Citizen Science”.

«Il Forum dell’Aria è un coordinamento di associazioni locali venete che hanno a cuore l’ambiente» spiega il professor Antonio Candiello, membro del direttivo «ha ad oggi sono operative nel veneziano ben dieci centraline indipendenti di misurazione “in linea” sia per le polveri sottili, il Pm10, che ultrasottili, il Pm2,5 e presto anche con sensori in grado di rilevare anche composti organici volatili e biossido di azoto, oltre a parametri come l’umidità, la temperatura e la pressione». Per funzionare, le centraline hanno bisogno di una presa di corrente elettrica, ma si stanno sperimentando anche dispositivi provvisti di batteria, di un luogo asciutto all’esterno indicativamente al primo piano e di una connessione wi-fi. Elementi che vengono forniti dalle associazioni che le ospitano e sostengono parte dei costi di sperimentazione.

Si tratta di centraline auto-prodotte e ospitate per conto delle associazioni da privati cittadini ed accessibili via web tramite il sito predisposto dal circuito fiorentino di associazioni “Che Aria Tira”, il quale fornisce l’assistenza nella realizzazione degli apparati, prevede peraltro una specifica procedura di “validazione” (non ufficiale) grazie alla quale le centraline appena assemblate vengono messe a confronto con sensori professionali per aumentare la precisione delle misure.

«In questo modo vogliamo sensibilizzare al massimo i cittadini sul problema della qualità dell’aria» aggiunge Candiello «ma anche per richiamare amministratori pubblici e le istituzioni affinché facciano qualcosa, in modo opportuno e tempestivo, per ridurre e prevenire le emissioni di inquinanti e difendere così la salute pubblica». Le centraline del Forum dell’Aria attualmente operative in provincie di Venezia sono attive a Marghera (in prossimità di via Fratelli Bandiera), Tessera Aeroporto, Pianiga (via Montello), Campalto (via Gobbi), Mirano (via Dante), Santa Maria di Sala (via delle Industrie), Spinea (Villaggio dei Fiori), Mirano (via Luneo), Tessera (via Orlanda) e Campalto (via Cavergnago).
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