Porto off-shore in commissione «Opportunità per l’Adriatico»

Presentati ieri in Comune i dettagli del progetto a consiglieri e categorie cittadine Il sindaco Ferro: «Un incontro utile a rendere consapevole la cittadinanza»
La Nuova di Venezia, 10 gennaio 2019, sezione Cronaca

«Il terminal plurimodale di altura di Chioggia salverà la competitività portuale italiana dell’Alto Adriatico». Ne sono convinti i progettisti di VGate, ieri in municipio per presentare alle commissioni II, IV, VI e alle categorie economiche, i dettagli del progetto per creare un porto container a 2. 3 chilometri dalla costa di Chioggia, all’altezza della foce del Brenta.

Un progetto faraonico che, anche nel caso di semaforo verde, vedrebbe la luce dopo 13 anni di lavori. Per la presentazione a Chioggia la ditta è arrivata con tutti i quattro soci fondatori e i progettisti. «Abbiamo voluta questa commissione per rendere edotta la cittadinanza», spiega il sindaco, Alessandro Ferro, «È opportuno e doveroso conoscere il progetto prima di valutare, assieme alla città, opportunità o controindicazioni». Il presidente di VGate Alessandro Santi prima di entrare nel dettaglio ha fatto una lunga premessa per spiegare che il progetto è alla fase di “scoping”, quella precedente alla Valutazione di impatto ambientale, e che tramite il ministero dell’Ambiente sono stati coinvolti tutti gli enti interessati per raccogliere, non un parere, ma suggerimenti su cosa approfondire nella fase 2.

«Siamo tutti operatori del porto da generazioni», spiega Santi, «abbiamo elaborato quest’idea partendo da dati oggettivi che ci dicono che da qui a 10-15 anni Venezia, e tanto più Chioggia, saranno tagliate fuori dalle rotte mercantili per i limiti fisici del Mose e per il gigantismo delle navi. I mercantili di nuova generazione andranno in porti con pescaggi maggiori tagliandoci fuori. La nostra soluzione è un terminal in mare, non offshore perché è collegato alla terra con il ponte, sufficientemente lontano per avere pescaggi di 16-18 metri, ma non troppo distante per consentire trasporti più convenienti. Abbiamo valutato tutta la costa veneta e su sei siti indagati (Chioggia diga foranea, Chioggia Brondolo, Eraclea laguna del Mort, Mira porto San Leonardo, Rosolina mare, Rosolina porto di Levante), la scelta migliore è risultata Brondolo tenendo conto della direzione dei venti, della presenza della ferrovia, dei pescaggi».

«La piattaforma inizierà dopo un ponte di 2. 3 chilometri», spiega il coordinatore del progetto Cristiano Paro, «e si svilupperà per un ulteriore chilometro. Le navi saranno disposte in modo perpendicolare rispetto alla costa riducendo di molto l’impatto visivo. Nella piattaforma ci saranno 500 stalli per camion e sette binari che poi convergono in uno in uscita. Il ponte sarà doppio, con la parte su gomma distinta da quello su ferro. Nella parte terminale sarà creata una diga foranea per garantire un habitat marino. Il parcheggio sarà dotato di una tettoia con pannelli fotovoltaici. Non era possibile uscire maggiormente dalla costa per la presenza dell’oasi protetta delle Tegnùe».
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