Risorse energetiche dai rifiuti Eni e Veritas firmano l’accordo

Dopo la bioraffineria si apre la strada alla “chimica verde” con l’avvio di un tavolo tecnico per studiare la fattibilità di progetti industriali di impianti di trattamento
La Nuova di Venezia, 9 ottobre 2018, sezione Cronaca

La “chimica verde” e le fonti di energia “pulite” si fanno strada a Porto Marghera, dove nell’arco degli ultimi due decenni, son ostati chiusi e interi cicli produttivi molto inquinanti. Eni ha già riconvertito la raffineria sulla gronda lagunare, in una bioraffineria che produce biodiesel al 15 per cento, miscelato con olio di palma e di frittura. E ora, in prospettiva – come promesso dall’amministratore delegato Claudio Descalzi – c’è la realiazzione di un polo di “chimica verde” per produrre biolubrificanti e biocombustibili. Ieri, Eni ha fatto concreto annunciando l’avvio a Venezia di «un tavolo tecnico congiunto progetterà nuovi impianti industriali che Eni intende realizzare a Porto Marghera per produrre biometano, bio olio e idrogeno dalla spazzatura e dalla raccolta differenziata». Eni e Veritas spa – la multiutility del Comune che effettua la raccolta il trattamento dei rifiuti nei 51 Comuni dell’area metropolitana – hanno sottoscritto un accordo per «valorizzare i rifiuti e trasformarli in risorse energetiche, in un’ottica di economia circolare».

Il protocollo sancisce la costituzione di un tavolo tecnico congiunto per «studiare la fattibilità di progetti industriali per trasformare i rifiuti provenienti dalla raccolta urbana in prodotti energetici, impianti che Eni intende realizzare nell’area della bioraffineria a Porto Marghera». Il gruppo di lavoro, composto da tecnici, avrà il compito di elaborare studi per la progettazione di impianti industriali che, alimentati dalle diverse frazioni, producano biometano, bio olio e idrogeno». «In particolare» sottolinea Eni « gli studi di fattibilità saranno incentrati alla progettazione di un impianto di trattamento delle risulte plastiche con lo scopo di produrre idrogeno e di un impianto di trattamento della frazione umida e di scarti vegetali». E’ prevista anche la realizzazione di impianti per la fornitura di biometano a Veritas, che potrebbe così alimentare i suoi mezzi. La convenzione prevede anche che a breve i mezzi della multiutility vengano alimentati dal biodiesel Eni, utilizzando una sempre maggiore quota di oli vegetali esausti, dal mese di aprile viene testato da tutti i mezzi navali del servizio di trasporto pubblico della città lagunare». Per il sindaco, Luigi Brugnaro «Venezia, primo territorio metropolitano d’Italia per la raccolta differenziata, sta dimostrando così di avere tutte le carte in regola per essere un virtuoso esempio di cooperazione per lo sviluppo dell’economia circolare: non si butta nulla e dal riciclo si produce ricchezza».

«Questo accordo» ha commentato Giuseppe Ricci di Eni Raffinazione «è un ulteriore passo della nostra strategia di economia circolare ai nostri business, oggi possibile grazie alle tecnologie per ottenere prodotti energetici dalle risulte della raccolta urbana, ma per recuperare quote sempre maggiori di queste materie prime di scarto è necessaria una evoluzione culturale, da parte di tutta la cittadinanza».
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