Porto Marghera si candida (con altri otto siti): «Vogliamo il centro studi Enea per l’energia da fonti rinnovabili»

Tratto da GENTE VENETA, 12 marzo 2018

Porto Marghera si candida per diventare il primo Centro di ricerca internazionale per la realizzazione dell’esperimento DTT in Italia, per la generazione di energia pulita da fonti alternative.

Questa mattina, a Palazzo Balbi a Venezia, l’assessore regionale allo sviluppo economico Roberto Marcato, il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro e il rettore dell’Università di Padova Rosario Rizzuto hanno incontrato la delegazione dell’Enea, ente di pubblico per la ricerca, innovazione tecnologica nei settori dell’energia, dell’ambiente e dello sviluppo economico sostenibile, che sta conducendo gli approfondimenti necessari a valutare la candidatura presentata dalla Regione Veneto.

La sperimentazione DTT (Divertor Tokamak Test) prevede la costruzione di un Centro internazionale per gli studi sulla generazione di energia elettrica da fonti alternative: una tecnologia che consente di ottenere energia rinnovabile, sicura, inesauribile e in grado di sostituire i combustibili fossili. La sperimentazione DTT prevede la realizzazione di un impianto radiogeno classificato dalla normativa vigente come impianto non nucleare che, come previsto da Enea, non ha alcun impatto sulla salute della popolazione.

Per il progetto il Comune di Venezia ha messo a disposizione un’area di circa 6 ettari all’interno del Nuovo Petrolchimico (denominata “Area 11- ex MT2 – produzione lastre in metacrilato ex Vedril”) che, per localizzazione, dotazione infrastrutturale e accessibilità risponde ai requisiti specificati dell’avviso pubblico.

Enea ha previsto un investimento di 500 milioni di euro con un ritorno complessivo di 2 miliardi di euro e un impatto occupazionale di circa 2000 posti di lavoro, di cui oltre 250 addetti diretti con altissima specializzazione nel sito che verrà selezionato come vincitore. L’investimento sarà sostenuto con mutuo europeo di 250 milioni di euro erogato dalla Banca Europea degli Investimenti; finanziamenti nazionali di varia natura (160 M€); contributi da Eurofusion (60 M€) e contributi dalla Repubblica Popolare Cinese (circa 30 M€ in componenti), in qualità di partner scientifico del progetto.

La commissione Enea, presieduta da Alessandro Ortis, dopo aver svolto nella mattinata il sopralluogo nelle aree Syndial, ha dedicato il pomeriggio alla discussione con i tecnici. L’esito della selezione del bando, che vede concorrere 9 candidature presentate da otto regioni diverse, verrà pubblicato in aprile.
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