«Sui progetti Mose lo Iuav ha solo svolto il proprio ruolo»

IL RETTORE FERLENGA RIBATTE ALLE CRITICHE
La Nuova di Venezia, 11 marzo 2018, sezione Cronaca

VENEZIA. Con l’annunciata mostra dei propri progetti per la mitigazione del Mose, l’Iuav fa solo il proprio lavoro di studio e di conoscenza. È la risposta alla polemica sull’iniziativa, sollevata soprattutto dai Comitati ambientalisti, che arriva dal rettore dell’università veneziana, Alberto Ferlenga.

«La mostra, che viene organizzata durante la Biennale di Architettura, ma non ha nulla a che vedere con essa», dichiara Ferlenga, «rappresenta la prima occasione per rendere visibili i progetti elaborati da Iuav per il Mose nel corso degli ultimi anni. I progetti che verranno presentati appartengono a due categorie. Quelli essenzialmente architettonici, elaborati nella scuola sulla base di convenzioni e costantemente monitorati e approvati dalla Soprintendenza, che corrispondono nella sostanza alle opere in corso di costruzione. Quelli di tipo paesaggistico realizzati in autonomia da Iuav, e mai finanziati sino ad oggi, che rappresentano il tentativo di legare le opere tecniche ad un paesaggio estremamente delicato e di immaginare un uso pubblico di parte delle strutture».

Per Ferlenga «l’insieme dei progetti rappresenta l’impegno preso da Iuav, una volta deciso di costruire il Mose, di contribuire ad un suo corretto inserimento e, soprattutto, lo sforzo di far convivere ingegneria, architettura e paesaggio come in qualsiasi opera di questo tipo dovrebbe essere sin dall’inizio immaginato. Tutto ciò, lo ricordo, è indipendente e successivo alla decisione di optare per il sistema Mose e a qualunque giudizio in merito e riguarda, lo ripeto, una assunzione di responsabilità che mi sembra doverosa per il miglioramento di una struttura comunque decisa in una città come Venezia, per la salvaguardia della quale ognuno dovrebbe fare la sua parte. Noi abbiamo fatto la nostra parte e la mostra è finalmente l’occasione per condividere i risultati. E mi sembra anche il segno di un cambiamento che va nel senso di rendere pubbliche e giudicabili proposte che per anni, nel passato, abbiamo chiesto, invano, di rendere visibili».

Il rettore rivendica il ruolo svolto da Iuav «sia nella sostanza di progetti che hanno indubbiamente elevato il livello delle originarie opere di ingegneria (ma questo lo si potrà valutare ad opere concluse), sia nel metodo, nel rendere cioè finalmente noto il lavoro fin qui fatto. L’auspicio a questo punto è che le opere di inserimento paesaggistico e le possibilità di uso pubblico di parti delle strutture possano in questa fase finale e delicata trovare una accelerazione delle azioni, di tipo economico e progettuale, necessarie a realizzarle. Questo per quanto ci riguarda, mentre non è certo di nostra competenza decidere in merito all’esposizione di proposte alternative al Mose, a suo tempo fatte e a suo tempo divulgate».
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