Il “medico” robot che cura i fondali

Il prototipo messo a punto dalla Sonsub, controllata Saipem, specializzata in missioni sottomarine con intelligenze artificiali
La Nuova di Venezia, 3 marzo 2018, sezione Cronaca

MARGHERA. Nella Prima zona industriale, lungo la malandata via delle Industrie, dalla parte opposta del Parco Vega – vicino al canale Nord, dove Autorità Portuale e Comune vorrebbero vedere realizzata la nuova Stazione Marittima – non ci sono solo industrie attive come Fincantieri, Pilkington e Simar-Zintek.

L’eccellenza. All’altezza dell’entrata all’ex stabilimento di Alutekna, c’è Saipem spa, una autentica “eccellenza” visto che si tratta di un’azienda quotata in Borsa considerata uno dei maggiori “contractor” mondiali dell’industria petrolifera, specializzata nella realizzazione di infrastrutture riguardanti la ricerca di giacimenti marini di idrocarburi, la perforazione e la messa in produzione di pozzi petroliferi e la costruzione e manutenzione di oleodotti e gasdotti. Si tratta di un gruppo che è leader mondiale nei servizi del settore petrolifero on-shore ed off-shore, con 30 mila dipendenti di oltre cento nazionalità diverse .

Sansub. «Saipem – spiega Roberto Di Silvestro – opera a Marghera tramite la sua controllata Sonsub che, all’interno della Divisione Engineering & Construction Offshore, sviluppa tecnologie che saranno protagoniste dei prossimi sviluppi di campi sottomarini in acque profonde e remoti dalla costa o dalla piattaforma di controllo». «Infatti, Sonsub ha una duplice missione – spiega ancora – sviluppo e industrializzazione, sia delle tecnologie robotiche sottomarine sia della Subsea Factory che prevede l’industrializzazione e la commercializzazione degli impianti di processo sottomarino in alta profondità, fino a 3 mila metri».

Il nuovo prototipo. «Nei prossimi due anni – aggiunge Di Silvestro, responsabile di Sansub – la sede di Marghera sarà impegnata nel realizzare il prototipo e a collaudare la nuova generazione di robot sottomarini residenti e dotati di intelligenza artificiale per l’esecuzione di missioni preassegnate o programmabili in remoto sui campi di produzione sottomarina, incluso il monitoraggio continuo dello stato di salute delle acque e dell’ambiente circostante gli impianti». Negli uffici di via delle Industrie 28 , a Marghera, sono impiegati direttamente incirca 150 tecnici, prevalentemente giovani ingegneri. Nelle e attività quotidiane e coinvolto grande un “indotto” altamente specializzato che fornisce servizi ed ingegneria per la costruzione di apparecchiature, attrezzature e prototipi speciali. Le specializzazioni del personale di Sonsub consistono in «discipline tecniche, con eccellenze nella robotica subacquea (come l’Innovator 2.0 Rov) dove vengono implementa le più moderne tecnologie, quelle legate alla “Intelligenza artificiale”a controllo remoto e nelle tecnologie che si stanno sviluppando e che caratterizzeranno l’industria del prossimo futuro». In via delle Industrie, per esempio, vengono sviluppati parte dei sistemi di controllo a servizio dei mezzi navali di Saipem impiegati nelle operazioni di perforazione, posa e saldatura delle condotte e delle infrastrutture offshore. Da Marghera dipende il sito operativo di Trieste , nel Porto Vecchio, con accesso dedicato al mare e un’area di prove di robot e droni subacquei.

Il tappo anti-predite. A Marghera – nell’ambito di sistemi di riparazione condotte sottomarine – vengono anche sviluppati una parte dei “sistemi di controllo” delle navi di Saipem – come la nave bloccata al largo di Cipro dalla Turchia – nelle operazioni di perforazione e posa delle condotte e delle infrastrutture offshore inclusi tutti i sistemi automatici di saldatura. Recentemente Sonsub-Saipem, ha inoltre completato lo sviluppo di un sistema unico nel mondo per intervenire e mettere in sicurezza con una sorta di “tappo” un pozzo subacqueo che sta sversando idrocarburi nell’ambiente. Questo sistema è la risposta, promossa da un consorzio della maggiori compagnie petrolifere, al disastroso sversamento del 2010, nel Golfo del Messico . Dopo quel tragico evento gli stati hanno obbligato le compagnie petrolifere ad identificare una soluzione tecnologica per evitare il ripertersi di situazioni simili. E’ stato così avviato un “concorso d’idee” a livello internazionale e la soluzione proposta da Sonsub-Saipem è stata selezionata la «migliore e più efficace». Sonsub-Saipem ha quindi progettato, costruito e provato nel mare Adriatico il sistema che ora è gestito da Marghera per essere spedito in ogni parte del mondo in poche ore.
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