«Gira denaro marcio su progetti in regola»

Bettin sulle infiltrazioni in Veneto. Pd e 5 Stelle: «Citati Cacciari e i grillini come ostacoli al malaffare»
La Nuova di Venezia, 1 marzo 2018, sezione Cronaca

MESTRE. Mentre il sindaco-imprenditore, Luigi Brugnaro, è in viaggio all’estero (Brasile, Australia e Giappone) si infuoca la polemica tra politici locali candidati alle prossime elezioni, amministratori pubblici e consiglieri comunali sulle ultime rivelazioni dell’inchiesta di Fanpage e le dichiarazioni di Graziella Canuto. Rivelazioni che scoperchiano un’inquietante zona d’ombra sugli interessi in gioco nelle sterminate aree di Porto Marghera (quasi mille ettari) che sono state abbandonate dalle industrie da anni e sono ancora in attesa di essere bonificate e riutilizzate con nuovi investimenti.

Una “zona d’ombra” che secondo molti, si è creata negli ultimi anni a causa della mancata pianificazione e programmazione del risanamento e della riconversione del polo industriale di Porto Marghera, che così – come sostengono in molti – continua ad attrarre oscuri e illeciti interessi. «Ci saremmo aspettati un intervento del sindaco o della sua Giunta in merito alle dichiarazioni emerse nella puntata di Fanpage» dice Monica Sambo, consigliere comunale del Pd a Venezia «L’amministrazione comunale e le sue società partecipate pongano in essere tutte le misure che possano prevenire infiltrazioni di tale tipo».

Anche il presidente della municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin, torna sull’argomento mettendo in luce «la conferma, che viene dall’inchiesta di Fanpage, della sconcertante e allarmante dimestichezza con cui la presunta procacciatrice di fondi camorristi rivela importanti ambienti istituzionali, burocratici e imprenditoriali, sulla quale bisogna sia fatta urgentemente la massima chiarezza, con piena trasparenza». «Questa volta» continua Bettin, «sembra di essere di fronte all’ingresso di capitali sporchi, di origine dichiaratamente criminale in un progetto su un’area di Porto Marghera, di per sé almeno all’apparenza regolare, in una realtà industriale in evoluzione con un modello già conosciuto in Veneto orientale. Un modello dove la camorra e altre congreghe affaristico-criminali riversano da anni capitali sporchi, in progetti di per sé leciti, come lo sviluppo immobiliare con un pesante consumo di territorio grazie ad amministrazioni compiacenti e corrotte e nella filiera turistica e commerciale, specie nella grande distribuzione». «Qualcosa del genere» conclude Bettin «è già avvenuto per decenni al Tronchetto: capitali sporchi in attività sulla carta regolari,  anche se a volte esercitate in maniera informale e abusiva».

I consiglieri del M5s veneziano ricordano che, come rivelato dalle telecamere nascoste di Fanpage, dopo che Graziella Canuto ha dichiarato «finché abbiamo uesta politica entro un anno dobbiamo fare tutto, se dopo ci capita un Cacciari non facciamo più niente», l’imprenditore che la accompagnava ha aggiunto «o se ci capita un 5 Stelle».«Il dato allarmante e sconcertante» dice Antonino Abrami, candidato del M5S a San Donà «è che esista qualcuno convinto di poter ancora camminare in una terra di mezzo. Nonostante anni di inchieste della Magistratura, denunce di cittadini ed associazioni, risulta addirittura deprimente che esista ancora una terra di mezzo». Anche il candidato del Pd a Venezia, Nicola Pellicani, sottolinea che «nel filmato l’architetto Canuto dice anche di voler far presto e chiudere l’operazione nel giro di un anno, altrimenti il rischio è che arrivi un sindaco “alla Cacciari”». «Bisogna vigilare a tutti i livelli» conclude Pellicani «per tenere alla larga le infiltrazioni mafiose che soprattutto nel campo del riciclo dei rifiuti hanno uno dei loro punti di forza». Michele Mognato – candidato di Leu a Venezia – ha a sua volta presentato un’interrogazione parlamentare in cui chiede se i personaggi messi in mostra da Fanpage «hanno avuto contatti con persone del ministero dell’Ambiente e il Comune di Venezia per raggiungere il loro scopo».
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