Aziende del Mose, si svuota il fascicolo

Respinta la richiesta di acquisizione degli atti del processo appena concluso. Le società sperano
La Nuova di Venezia, 28 febbraio 2018, sezione Cronaca

VENEZIA. I pm Stefano Ancilotto e Stefano Buccini avevano chiesto di acquisire tutta la documentazione relativa all’istruttoria e al dibattimento del processo Mose conclusosi con la sentenza del 14 settembre 2017 nel procedimento a carico delle otto aziende coinvolte nell’inchiesta a cui viene contestato il mancato rispetto del decreto legislativo 231 del 2001, ovvero non aver esercitato il controllo sui loro (ex) dirigenti che avrebbero retrocesso denaro al Cvn per pagare tangenti agli ex presidenti del Mav, Cuccioletta e Piva, a Galan, Chisso e all’ex generale della Finanza Spaziante. Ma ieri la giudice per l’udienza preliminare Barbara Lancieri ha rigettato la richiesta.

Così il fascicolo ora è praticamente vuoto, fatto salvo per la documentazione relativa all’organizzazione delle diverse società e dei relativi organi di vigilanza, «dando per presupposti tutti gli accertamenti dei reati da cui la responsabilità degli enti deriverebbe, di cui nel fascicolo trasmesso dal pubblico ministero non vi è traccia alcuna», si legge nell’ordinanza. Disposta l’acquisizione della sentenza pronunciata dal tribunale collegiale il 14 settembre scorso, che però non è definitiva essendo di primo grado. Al di là dei tecnicismi giuridici, questa decisione della gup potrebbe aprire la corsa alle richieste da parte dei difensori di giudizio con rito abbreviato e quindi con lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna, senza sostenere il dibattimento in aula. Una opzione che verrà valutata nei prossimi mesi dagli avvocati delle società che non hanno già presentato la proposta di patteggiamento e che non possono fare marcia indietro. Mantovani e Adria Infrastrutture avevano avanzato l’ipotesi di una sanzione rispettivamente di 100mila e 50 mila euro. Sulla stessa strada anche la Cooperativa San Martino e la Nuova Coedmar. Il valore del patteggiamento è stato calcolato in base a un meccanismo di quote in relazione al capitale sociale dell’azienda.

Nell’udienza di ieri è stata respinta la richiesta presentata dagli avvocati del Consorzio Venezia Nuova, Paola Bosio e Filippo Sgubbi, di giudizio con rito abbreviato condizionato all’acquisizione di una consulenza tecnica per ricostruire la mancanza di profitto in capo al Cvn. «La condizione a cui la difesa ha subordinato la richiesta di giudizio abbreviato è incompatibile con le finalità di economia processuale propria del procedimento, tenuto conto degli atti acquisiti ed utilizzabili», scrive ancora la gup Lancieri nell’ordinanza. Ora il Cvn potrà chiedere il giudizio con un normale rito abbreviato oppure scegliere di discutere l’udienza preliminare. La prossima udienza, nella quale le società sveleranno la propria strategia, è stata rinviata al 5 giugno.
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