Il trolley con 2,8 milioni di euro. Prima tranche per Marghera

Martedì il video di Fanpage sul progetto petrolifero. La diffida di Severin
Il Corriere del Veneto, 27 febbraio 2018, edizione di Venezia e Mestre

VENEZIA«Sono 2,8 questi qua», dice Nunzio Perrella, l’ex boss della Camorra, alla donna che sta vendendo un investimento a Porto Marghera. Lui veste il ruolo di «agente provocatore nell’inchiesta di Fanpage sull’infiltrazioni della criminalità nello smaltimento dei rifiuti. Lei è l’intermediaria di una società che vuole realizzare un deposito di prodotti petroliferi a Porto Marghera. E’ la quarta puntata di Bloody Money (Soldi Sporchi) realizzata dal sito internet grazie all’agente provocatore, visibile on line da martedì.

Le riprese incriminate
«Vedi quest’area di stoccaggio qui? Ci potrebbe essere una bella realtà. Qui ho il terminal, ho le navi che mi attraccano», erano le parole della mediatrice nell’anticipazione trasmessa la settimana scorsa. E poco importa se i soldi dell’interlocutore sono «sporchi», della Camorra, come spiega l’uomo, la risposta della donna lascia poco spazio a dubbi: «Che problema c’è?». Nelle riprese che saranno disponibili da questa mattina sarà raccontata l’intera vicenda: dal primo passaggio con la segretaria ai tre incontri avuti da Perrella con la mediatrice, fino alla partecipazione al convegno di Marghera a cui hanno partecipato il sindaco e il ministro.

Il parere del Comune
La sequenza non lascia spazio all’immaginazione tanto meno le immagini che evidenziano lo scambio di 2,8 milioni. In realtà nel trolley c’erano solo pacchi di pasta, ma è chiaro che per la donna quelli doveva essere solo la prima tranche dell’affare. All’agente provocatore sarebbe anche stata mostrata la brochure con l’intervento previsto, come emerge da 900 minuti di filmati con telecamera nascosta. La telecamera si soffermerebbe sul progetto di stoccaggio di prodotti petroliferi della Venice Europe Gate sull’area ex Abibes di proprietà del Consorzio Tecnologico Veneziano, facente capo all’imprenditore trevigiano Giuseppe Severin. Non a caso l’avvocato dello stesso Severin, e della donna, ha inviato in questi giorni a Fanpage una diffida a divulgare le immagini. Sul progetto — che alcuni intermediari stanno cercando di vendere da un paio di anni — c’è un parere favorevole del Comune seguito alla presentazione della brochure in cui viene sottolineata l’ammissibilità dell’intervento per destinazione d’uso.

«È necessario semplificare le procedure»
«Ciò che sgomenta è la dimestichezza con importanti ambienti economici e politici di faccendieri connessi alla criminalità organizzata al fine di riciclarne e valorizzarne i capitali sporchi. Per questo la necessaria semplificazione delle procedure di bonifiche e di autorizzazioni non può riguardare l’origine dei capitali e la composizione delle cordate di investitori», dice il presidente della Municipalità di Marghera Gianfranco Bettin.
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