«Necessaria un’Authority per Porto Marghera»

La Filctem-Cgil sull’inchiesta di Fanpage: «Evitare l’arrivo di capitali sporchi» L’assemblea contro il rischio chimico: «Piano straordinario per le
bonifiche»
La Nuova di Venezia, 25 febbraio 2018, sezione Cronaca

In attesa della nuova puntata di Fanpage relativa all’affare Marghera l’ipotesi dell’arrivo dei soldi della camorra fa scattare l’allarme anche tra le organizzazioni sindacali e i comitati per l’ambiente. L’inchiesta del sito napoletano racconta del ricorso ai soldi della camorra, da parte di una mediatrice misteriosa, per la realizzazione del progetto del Terminal Venice Europe Gate su terreno dell’imprenditore trevigiano Giuseppe Severin, che si è già detto estraneo alla vicenda. «Non so chi sia quella donna», ha spiegato l’altro giorno Severin. Una vicenda che non sorprende Riccardo Colletti, segretario generale Filctem Cgil. «Da tempo stiamo segnalando queste cose, lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle correndo anche dei rischi personali durante le vicende della Sirma di Porto Marghera», dice Colletti, «penso poi ad alcune cessioni di aree da parte di Syndial ad aziende poco trasparenti e di fumosa identità».

In molti, da anni, cercano di mettere in guardia le amministrazioni contro il rischio che Porto Marghera possa diventare oggetto di interessi mafiosi, per il riciclaggio di denaro e la gestione di rifiuti. «Le aree di Porto Marghera stanno assumendo un livello di interesse sempre più alto per molti privati che potrebbero non avere i presupposti che da tempo ci auguriamo», attacca Colletti, ricordando anche come sia «in ballo da anni ormai la cessione di 107 ettari da parte di Syndial al Comune di Venezia» mentre «su altre aree libere o liberabili invece vi è una totale mancanza di progettualità. Riguardo l’area di crisi e i benefici che potrebbe portare nelle aree di Porto Marghera, ci aspettiamo di avere concrete risposte ma se la realtà è creare una cabina di regia per avere in mano la gestione di quelle aree, compresi i 107 ettari, che poi potrebbero entrare in un circuito di gestione solamente privatistica, così facendo si aprirebbe un’autostrada senza limiti per chi vuole speculare, lucrare e riciclare sulle aree di Porto Marghera». La soluzione, per Colletti, passa attraverso la creazione di un’Authority specifica che vagli con profonda attenzione tutte le manifestazioni di interesse che ci possono essere sul riutilizzo sia delle aree dismesse ma anche di quelle che devono essere bonificate». Anche l’Assemblea permanente contro il rischio chimico Marghera su rivolge alle istituzioni «troppo spesso sorde di fronte alle nostre denunce: pretendiamo la massima trasparenza ed impegno per creare tutti gli strumenti utili ad evitare zone d’ombra nella gestione delle scelte sulle attività produttive di Porto Marghera che possano favorire i business delle ecomafie.

Marghera ha bisogno di un unico vero e grande progetto subito. Un piano straordinario di intervento per le bonifiche promesse e mai realizzate». La pubblicazione della nuova puntata di Fanpage è attesa per martedì. Nel frattempo l’altro giorno qualcuno ha appiccato il fuoco all’ingresso di un appartamento di Napoli in cui abita la cognata del giornalista Francesco Piccinini, il direttore del sito Fanpage, regista e autore dell’inchiesta «Soldi insanguinati», che sta mettendo in rilievo possibili zone di opacità nel sistema di smistamento dei rifiuti che dalla Campania porta a Marghera.
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