«Soldi della camorra a Marghera, che problema c’è?»

Venezia. Puntata choc di Bersaglio Mobile: una signora chiama l’ex boss in incognito e propone un’area di stoccaggio a Marghera per conto di imprenditori
La Nuova di Venezia, 22 febbraio 2018, sezione Cronaca

VENEZIA. «Vedi quest’area di stoccaggio qui. Qui ci potrebbe essere una bella realtà, vedi qui c’ho il terminal, c’ho le navi che mi attraccano». La voce femminile ha una cadenza dialettale veneta. L’interlocutore chiede: Venezia? «Sì Venezia», risponde lei risoluta. Che continua: «Dopodomani siamo con il sindaco e con il ministro che viene sull’area». La conversazione che chiude la terza puntata dell’inchiesta Bloody Money (Soldi Sporchi) realizzata da Fanpage.it, non è che un assaggio all’acqua di rose rispetto a quanto i giornalisti della redazione campana hanno confezionato per la quarta puntata – mostrata in anteprima ieri sera alla trasmissione di Enrico Mentana su La7 “Bersaglio Mobile”: il business è quello dei rifiuti, un affare che la criminalità organizzata ha fatto proprio prima degli anni Duemila con la connivenza di imprenditori spregiudicati e la giusta copertura della politica.

Ma facciamo un passo indietro. Dopo aver chiuso la terza puntata con la donna che parla di un sito nel Veneziano (presumibilmente Marghera), ieri sera da Mentana hanno mostrato un pezzo della prossima puntata, la quarta. È sempre una donna che appare, viso e voce contraffatti, che si propone di riciclare i soldi della camorra. Il direttore di Fanpage, presente ieri sera in studio a La7, ha detto che è stata lei a chiamare Parrella e che gli ha proposto di aprire un sito di stoccaggio. E non si è tirata indietro nemmeno quando le è stato detto chiaramente che si tratta di denaro sporco.

Poco altro è stato detto, anche perché la redazione del sito di informazione on line, da qualche giorno, si sente nell’occhio del ciclone dopo la pubblicazione delle prime tre puntate che hanno costretto alle dimissioni – tra gli altri – Roberto De Luca, assessore al Comune di Salerno e figlio del Governatore della Campania Vincenzo, in quota Pd. Ieri Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro ai microfoni Rai ha criticato la scelta di Fanpage di usare l’ex boss Perrella come infiltrato. «L’agente provocatore deve essere regolamentato dal codice», ha detto Gratteri. «Questa cosa fatta da Fanpage non è chiara. Non si capisce bene se questa persona sia ancora un collaboratore di giustizia. Se fosse così andrebbe cacciato dal programma di protezione».

Le immagini mandate in onda ieri sera da Mentana vanno, tuttavia, in un’altra direzione. Più del ruolo di Perrella ciò che colpisce è la spregiudicatezza della donna, per nulla imbarazzata a dover replicare al fatto che si tratti di denaro sporco, addirittura proveniente da un sequestro messo a segno nei primi anni 2000.

La donna avrebbe agganciato Perrella per conto di una presunta cordata di imprenditori anche veneti che si sarebbero offerti di realizzare un’area di stoccaggio per i rifiuti a Marghera, vicino al terminal delle navi, quindi vicino al canale Nord. Perrella, sapendo di avere il pallino in mano azzarda: «Questi soldi solo della camorra, vengono dalla droga, cose così». «E che problema c’è?», replica lei. Lui: «Ma dobbiamo stare attenti perché ci conosciamo da poco». Lei: «Mica li cambiano noi, ce li facciamo cambiare», evidentemente riferendosi ai soldi. Che poi chiede: «Ma ce li dobbiamo andare a prendere giù?». Lui: «No, te li faccio portare io».

«Vorrei precisare che è stata lei a contattarci», ha sottolineato il direttore di Fanpage Francesco Piccinini. «Anzi ci ha chiamato una sua collaboratrice che al momento del contatto era latitante». La bufera su Venezia è arrivata. Secondo il “Fatto quotidiano” la mediatrice sarebbe riuscita a Venezia, alla presentazione di un protocollo per Marghera, a portare Perrella che ha stretto la mano al ministro Galletti.
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