I 67 fusti di rifiuti smaltiti entro l’estate

Syndial (Eni) su incarico della Prefettura e sotto la supervisione dell’Ispra ne ha già eliminato la metà
La Nuova di Venezia, 22 febbraio 2018, sezione Cronaca

Il contenzioso legale e amministrativo aperto da ben quindici anni sullo smaltimento dei 67 fusti del tipo “Casagrande” – contenenti 500 tonnellate di «rifiuti industriali vari, contaminati da limitati radionuclidi di origine naturale» – sta finalmente per chiudersi in modo definitivo.

Si tratta di residui derivanti dalle attività di bonifica e demolizione, eseguite negli anni 2000-2001, dell’impianto acido fosforico dell’allora Agricoltura spa che utilizzava materiali fosfatici naturali. Sulla base di quanto previsto da un apposito protocollo dalla Prefettura di Venezia, Syndial spa (la società dell’Eni specializzata in bonifiche e riconversione delle aree dismesse) ha già provveduto a selezionare – in ambiente protetto, con tanto di filtri aerei e sotto il controllo diretto di un tecnico esperto di Syndial – e smaltire in modo appropriato poco più della metà dei fusi “Casagrande”, ovvero 36 dei 67 fusti da eliminare. I restanti saranno eliminati – sotto la vigilanza dei tecnici di Ispra e della Prefettura di Venezia – entro l’estate prossima.

A questo scopo Sindyal spa ha sottoscritto un contratto di affitto temporaneo dell’area di proprietà di Fincantieri spa che l’ha acquisita nel 2007 da Ive srl, per la porzione di terreno occupato dai fusti con i rifiuti industriali “ereditati”, suo malgrado, da Eni dopo il fallimento della fusione tra quest’ultima e la Montedison del suicida Raul Gardini. L’intervento di bonifica ambientale che Syndial sta portando a termine, è stato già oggetto di una causa legale (con una richiesta di risarcimento danni di 10 milioni di euro) avviata da Ive srl, l’Immobiliare del Comune che a sua volta era stata citata a giudizio dall’imprenditore Andrea Mevorak, che l’aveva affittata per realizzare un centro di rimessaggio di imbarcazioni. Ive aveva acquisito all’inizio de gli anni Duemila tutta l’area ex Complessi, compresa quella ancora di sua proprietà e quella venduta a Fincantieri dove sono ancora stoccati i 67 fusti alti 3 metri e larghi 2 metri.
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