Bettin: Marghera non sarà la pattumiera d’Italia né un feudo della camorra

Il presidente della Municipalità sull’inchiesta di FanPage: “Qualcuno, come sempre, ci sta provando ma non glielo permetteremo”
La Nuova di Venezia, 22 febbraio 2018, sezione Cronaca

MARGHERA. Sui risvolti, inattesi, dell’inchiesta sui rifiuti di “FanPage”, ecco la netta presa di posizione del presidente della Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin.

Porto Marghera è da sempre al centro di traffici e intrighi che riguardano usi ambigui, illeciti e/o criminali di impianti industriali, in particolare nel settore dei rifiuti, il cui traffico o trattamento o stoccaggio hanno avuto nella nostra area uno snodo cruciale. Per questo ci siamo sempre opposti alla volontà di trasformare Marghera nella pattumiera d’Italia, volontà o tentazione ben presente in certe istituzioni e forze politiche e in certi settori affaristici o affaristico-criminali, attirati da guadagni facili a scapito della salute e dell’ambiente ma anche contro una corretta visione industriale, capace di creare occupazioni pulite, sostenibili, competitive.

Per questo abbiamo denunciato le infiltrazioni criminali e a volte mafiose. Per questo chiediamo, sempre, la massima trasparenza sia nel merito dei progetti, sul loro impatto, sia sulle procedure autorizzative, come ancora di recente abbiamo fatto per le proposte relative al Centro di ricerca sulla fusione nucleare o di stoccaggio del gas naturale liquido e qualunque altra.

Per questo abbiamo duramente contrastato l’apertura di nuovi impianti di trattamento dei rifiuti slegati dall’attività del polo industriale locale o del bacino d’utenza naturale. Per questo abbiamo criticato le politiche regionali in materia, troppo superficiali, e la cancellazione dell’Osservatorio Ambiente e Legalità-Ecomafie di Venezia.

Per questo oggi non siamo sorpresi da quanto emerge dall’inchiesta giornalistica di Fanpage, dall’agghiacciante disinvoltura con la quale una presunta mediatrice di una “cordata di imprenditori” accetterebbe di riciclare a Porto Marghera capitali in mano alla camorra, frutto di crimini devastanti (droga e sequestri di persona). Sappiamo bene che a Nordest non mancano simili figuri, simili disponibilità criminali che inquinano l’economia, danneggiano le imprese pulite, avvelenano la vita civile. Ancora una volta, non permetteremo che Marghera diventi un loro feudo.
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