Amianto, uno sportello per tutti i malati

Duemila casi di mesotelioma in Veneto, 221 solo a Marghera. L’Ona: scade il 31 marzo la richiesta di pensione
La Nuova di Venezia, 15 febbraio 2018, sezione Cronaca

MARGHERA. Più di 2000 casi di mesotelioma in Veneto, molti dei quali concentrati nell’area industriale di Marghera: 76 alla ex Montedison, 60 alla Fincantieri, 26 alla Sartori (impianti industriali), 25 all’Alumix, 34 alla compagnia portuale. Dati sottostimati, in continuo aggiornamento. E soprattutto «che costituiscono la punta dell’iceberg del numero di casi di malattie professionali asbesto correlate, perché l’amianto provoca, tra l’altro cancro polmonare, asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici e gli altri cancri del tratto gastrointestinale», spiega l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto che sabato 17 febbraio alle 16.30 all’auditorium del Business Center di via Banchina dell’Azoto 15 presenteranno lo sportello regionale sull’amianto e il numero verde 800 034 294.

«Una scelta fatta», continua il presidente, «proprio perché sono numerose le richieste di assistenza pervenute dai territori della regione, dove si assiste ad un aumento dei casi di patologie asbesto correlate, e ad un rischio incipiente dovuto anche all’innalzamento dell’età pensionabile stabilito dalla Legge Fornero». Il polo industriale di Marghera e quello di Mira tra le aree più colpite. Nel complesso, nel periodo compreso tra il 1987 e il 2013, ci sono stati 599 casi di mesotelioma nell’area del Veneziano, di cui 465 maschi e 134 femmine. L’incontro di domani, promosso dall’Ona con il sindacato Cub, servirà quindi a fare il punto della situazione, a partire da una data che i diretti interessati dovranno cerchiare di rosso sul calendario: il 31 marzo 2018, termine entro il quale bisognerà presentare la domanda per il pensionamento per l’amianto per coloro che sono affetti da asbestosi, cancro polmonare e mesotelioma.

La situazione, dice l’Ona, è particolarmente allarmante per l’area portuale dove «sono stati segnalati nuovi casi di mesotelioma», unica patologia per le quali ci sono delle statistiche. Senza contare il fatto che il nemico, subdolo, ha tempi di latenza anche di vent’anni e infatti il picco dell’insorgenza delle malattie legate all’esposizione all’amianto è atteso tra 15 anni. Tra gli ospiti, oltre al presidente di Ona e al segretario provinciale Cub Trasporti, Alessandro Gabotti, ci sarà anche l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto, al quale verranno presentate alcune richieste: l’istituzione di un fondo per le vittime dell’amianto, che vada a implementare quello dell’Inail (27 milioni fino al 2020 per tutta Italia), l’intensificazione dei controlli per i lavoratori esposti all’amianto, e l’emanazione di atti di indirizzo regionali per ottenere il riconoscimento dei benefici amianto per il pre-pensionamento dei lavoratori esposti all’amianto fino al 2 ottobre del 2003.

Tra i temi che saranno affrontati anche quello dell’esposizione alle polveri sottili, per la quale, al momento, non sono previsti riconoscimenti o risarcimenti, se non in forma minima, da parte dell’Inail. «Questo è un tema fondamentale», spiega Gabotti, «perché in ambito portuale sono centinaia i lavoratori esposti a polveri sottili pericolose». Un esempio: l’esposizione al Proler. Termine con il quale ci si riferisce ai rottami fatti a pezzetti e frantumati. Dovrebbero restare nei piazzali al massimo per 48 ore – spiegano le organizzazioni sindacali – ma spesso vi restano anche per giorni».
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