«La fusione è più pulita e meno pericolosa»

Marghera candidata a ospitare un centro di ricerca nucleare, l’Enea rassicura sulla scelta energetica
La Nuova di Venezia, 12 febbraio 2018, sezione Cronaca

Regione Veneto e Comune di Venezia hanno candidato Porto Marghera ad ospitare un centro di ricerca dell’Enea (l’Ente italiano per l’energia atomica) con un impianto sperimentale innovativo per produrre energia elettrica «pulita e sicura» con la fusione nucleare. Oltre al Veneto altre 9 regioni (tra cui Abruzzo, Emilia-Romagna Toscana, Lazio, Liguria, Piemonte e Puglia) si sono candidate aderendo al bando dell’Enea scaduto lo scorso 31 gennaio. A differenza della “fissione nucleare”, che prevede la scissione del nucleo di due o tre atomi pesanti e viene utilizzata dalla ormai vecchie e sempre pericolose centrali atomiche per produrre energia elettrica (che l’Italia ha messo al bando anni fa con un referendum) per produrre energia elettrica; la “fusione nucleare” cerca di produrre energia elettrica con un processo inverso che simula quello che accade nel sole e in tutte le altre stelle.

La differenza tra i due processi nucleari è sostanziale, poiché, come spiegano gli esperti dell’Enea che vuole realizzare in Italia un impianto sperimentale (Dtt), la fusione coinvolge deuterio e trizio che originano l’elio, un gas innocuo che non produce scorie radioattive. L’unica scoria radioattiva che la fusone produce è la macchina stessa, ovvero il “Divertor tokamak” test, che perderà il suo effetto in un arco di tempo che va da 50 a 100 anni circa. «Anche dal punto di vista sicurezza» assicura l’Enea, «la situazione è molto diversa: infatti, la fusione si ferma automaticamente in caso di funzionamento anomalo del reattore che non comporterebbe, comunque, dispersioni radioattive nell’ambiente, mentre espone il personale addetto all’impianto a radiazioni del personale ampiamente inferiori ai limiti di legge».

«Il tokamak consiste in un reattore a cilindro alto 10 metri con raggio 5», spiega l’Enea, «All’interno del quale saranno confinati in un grande dispositivo a forma di ciambella con potenti campi magnetici dove viene confinata e riscaldata una massa di 33 metri cubi di plasma nucleare alla temperatura di 150 milioni di gradi con una intensità di corrente di 6 milioni di ampere, pari a 6 milioni di lampade, e un carico termico fino a 50 milioni di watt per metro quadrato che equivale, per capirci, a due volte la potenza di un razzo al decollo che permette di produrre 1.000 Mw elettrici con 600 grammi di trizio e 400 grammi di deuterio, mentre una centrale a carbone per produrre la stessa potenza brucia circa 9 mila tonnellate di carbone al giorno».
Link all’articolo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...