«Subito la Valutazione di impatto ambientale»

NUOVE INIZIATIVE CONTRO L’IMPIANTO DI GPL
La Nuova di Venezia, 10 febbraio 2018, sezione Cronaca

CHIOGGIA. Il Comune diffida la Città metropolitana a prevedere la Valutazione di impatto ambientale (Via) per l’impianto gpl e, in caso di rifiuto, procederà con una denuncia. A annunciare nuove iniziative di contrasto al deposito è il vicesindaco Marco Veronese dal palco dell’auditorium durante il convegno sulla sicurezza dell’impianto, promosso ieri dal comitato No Gpl. Da tempo comitato e amministrazione sostengono che la Via fosse un passaggio obbligato senza la quale è impensabile che possa essere redatto il piano di sicurezza esterno.

«Lo conferma la stessa Capitaneria di porto», spiega Veronese, «che non procederà alla redazione di un piano della sicurezza portuale senza la Via, sottolineando anche che per costruire il deposito sarebbe stata necessaria una variante al Piano regolatore del porto che non è mai stata redatta e che avrebbe dovuto essere sottoposta anch’essa a Via. Per questo abbiamo inviato una diffida alla Città metropolitana per chiedere che sia esaminato urgentemente il progetto e sia rilasciata la valutazione. In caso di rifiuto segnaleremo tutto all’autorità giudiziaria». È di questi giorni anche la risposta all’interrogazione dell’europarlamentare Cinque stelle Marco Zullo in cui si evidenza che l’impianto rientra nell’ambito di applicazione della direttiva europea 18 del 2012, che prescrive obblighi di prevenzione, consultazione delle informazioni e partecipazione del pubblico.

«Un percorso che per Chioggia non è stato seguito», osserva il vicesindaco, «senza contare il mancato rispetto dei contenuti della Legge Speciale che vieta la costruzione di nuovi impianti petroliferi in laguna. Abbiamo anche previsto un’ulteriore iniziativa, stanziando nel bilancio di previsione 2018 le risorse per effettuare uno studio sui rischi e la sicurezza esterna all’impianto, tenendo conto del transito delle gasiere e delle autobotti. Questo studio verrà inserito nel nuovo Piano di protezione civile che non viene rinnovato da dieci anni. Non ci siamo demoralizzati, stiamo continuando la battaglia su più fronti con risultati che intendiamo utilizzare nell’udienza al Tar del 10 maggio».
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