Impianto di oli animali in bioraffineria

ENI LO AVVIERÀ IN MARZO PER RIDURRE L’USO DI OLIO DI PALMA
La Nuova di Venezia, 9 febbraio 2018, sezione Cronaca

PORTO MARGHERA. Nella raffineria dell’Eni, riconvertita al biodiesel, si avvicina una piccola rivoluzione che permetterà di sostituire l’olio vegetale di palma certificato (attualmente usato al 15 % per produrre il Diesel +) con materie prime di “seconda generazione” recuperate da altre fonti. Entro il prossimo mese di marzo, infatti, nella bioraffineria di Porto Marghera è previsto l’avvio del nuovo impianto di pre-trattamento che consentirà di trattare anche grassi animali, grassi esterificati e altre materie prime cosiddette di “seconda generazione”, come gli scarti dell’industria dell’oleochimica. Attualmente una quota pari a circa il 10% della carica è costituita da oli usati di frittura, si prevede che con l’entrata in funzione del nuovo impianto la quota di materie prime “waste” – o di cosiddetta “seconda generazione” – possa incrementare fino al 20%. E questo permetterà ad Eni di avviare il percorso di diversificazione delle materie prime, in modo da superare l’utilizzo di olio di palma contestato dagli ambientalisti per l’imbatto che produce in Indonesia, Malesia e Brasile a causa delle piantagioni estensive di questa pianta a discapito delle foreste autoctone. Del resto Eni può utilizzare oli alternativi a quello di palma grazie alla flessibilità della tecnologia Ecofining – adottata anche nella bioraffineria veneziana – che consente però di lavorare svariate materie prime, anche non convenzionali e advanced, tra cui gli oli esausti di frittura) e i grassi animali di scarto.

Il biodiesel, permette di ridurre le notevoli quantità di emissioni inquinati prodotte dalla combustione del gasolio (diesel). Secondo iI dati pubblicati da Eni l’utilizzo di Diesel + nei motori al 15 % (una percentuale doppia rispetto a quella posta dagli obbiettivi europei) «permette di ridurre le emissioni CO2 (anidride carbonica) in media del 7%, del 40% delle polveri sottili, del 10 % dell’ossido di carbonio e fino al 16% di particolato». Tant’è che a Torino è già stato sperimentato il Diesel + di Eni su 650 autobus e a Venezia il Comune ha avviato una verifica con Eni per il possibile uso di questo biocarburante sui mezzi del servizio di trasporto acqueo dell’Actv (vaporetti e traghetti) che per il momento utilizzano un diesel al 100 % di produzione Eni. Mercoledi scorso l’impianto Ecofining della bioraffineria veneziana è stato riavviato dopo la fermata programmata per manutenzioni, durante la quale, domenica scorsa, si è verificato un principio di combustione a uno scambiatore di calore. «L’evento – sottolinea Eni – non ha provocato alcun danno a persone, ambiente e strutture non ha pregiudicato le normali condizioni di sicurezza».
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