«Lo scalo del Nordest siamo noi».

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE . Musolino resta ottimista: qui vedo possibilità di consolidamento
La Nuova di Venezia, 6 febbraio 2018, sezione Cronaca

«I traffici nel 2017 sono andati bene, non benissimo, ma nel vero porto del Nordest, che è Venezia, ci sono le possibilità di consolidare ulteriormente le attività nel nostro territorio». Malgrado il segno negativo del saldo dei traffici, il presidente dell’Autorità Portuale di Sistema, Pino Musolino, resta ottimista e invita tutti ad analizzare bene i dati prima di esprimere un giudizio.

Il saldo del 2017 è, comunque, negativo per Venezia. Il vicino porto di Trieste ha chiuso il 2017 con un + 4,5 % e più del doppio di merci.
«I porti si valutano in base al rapporto economico con il territorio circostante e alla loro specifica vocazione. Da questo punto di vista va detto che delle quasi 62 milioni di tonnellate di merci movimentate, ben 42 milioni di tonnellate son odi petrolio che viene scaricato e inviato così com’è, via tubo, in Austria e Germania senza pagare Iva o accise in Italia e nessuna ricaduta economica sul territorio circostante. Stesso discorso va fatto per le rinfuse solide che da noi sono in diretto rapporto con le attività industriali del Nordest che le utilizzano come materia, a Venezia i l calo è stato del 3,8 % e a Trieste del 16,81 %. Infine, sui container va detto che i nostri arrivano e partono in funzione al mercato locale, mentre a Trieste c’è un traffico di passaggio con 616 mila teu contro i nostri 606».

Però Trieste vi batte sul trasbordi di merci suoi treni.
«È vero, ma bisogna dire che il traffico ferroviario portuale ha raggiunto quote record a Venezia negli ultimi anni e crescerà ancora dopo la firma, oramai imminente, di una accordo del Porto di Venezia con la rete ferroviaria italiana».

Del calo dei crocieristi che dice?
«Siamo riusciti a contenerlo all’11% malgrado le note difficoltà dovute alle grandi navi che non arrivano più a Venezia. A pesare è anche il calo della crocieristica nei porti di tutto il Mediterraneo a causa dell’instabilità di Turchia e il Medio Oriente. Nel 2017 sono però cresciuti i crocieristi in transito, grazie al vicino aeroporto di Tessera e del sistema ferroviario che converge su Venezia. Stiamo lavorando sul piano definito dal Comitatone per far arrivare le grandi navi dalla bocca di Malamocco a Marghera e a S. Marta via canale Vittorio Emanuele».
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