Il prefetto sblocca i lavori. Il Mose riparte

Dopo un mese di stop l’intervento dirime l’impasse dei commissari. Cantieri per 25 milioni
Il Corriere del Veneto, 2 febbraio 2018, edizione di Venezia e Mestre

VENEZIA. È stato perso un mese, si firmerà qualche carta in più, ma alla fine la Mantovani ha ottenuto i lavori, i cantieri del Mose ripartono e, di fronte alla mediazione del prefetto di Venezia Carlo Boffi, la linea di «apertura» del commissario del Consorzio Venezia Nuova Giuseppe Fiengo ha sconfitto le «rigidità» del collega Francesco Ossola. È questa la lettura dell’incontro di ieri in Prefettura, dove le parti erano tornate a oltre un mese dall’accordo del 21 dicembre scorso, che si era dimostrato «zoppo». Quel giorno Fiengo e l’ad di Mantovani Maurizio Boschiero si erano stretti la mano e avevano firmato
un patto per dare slancio non solo ai cantieri, ma anche alla stessa impresa veneta, che poche settimane prima aveva presentato un piano di 172 esuberi: l’accordo prevedeva la promessa da parte del Cvn di circa 25 milioni di lavori in tempi rapidi (di cui 21 per creare all’Arsenale la «centrale di manutenzione» delle paratoie del Mose), con un’anticipazione immediata di 5 milioni di euro, e di 13 milioni successivi. La road map era stata siglata il successivo 11 gennaio, ma quando Mantovani ha mandato al Consorzio i 4 contratti firmati, l’altro commissario Ossola, docente universitario del Politecnico di Torino e ingegnere famoso per aver progettato lo Juventus Stadium, si era messo di traverso, rifiutandosi di siglarli.

Lo scontro e la mediazione
Il braccio di ferro tra Fiengo e Ossola è durato un paio di settimane, fino a quando la Prefettura, a fronte di una lettera dei due commissari in cui veniva chiesto un parere sull’operazione, ha rimesso tutte le parti intorno a un tavolo, per arrivare alla mediazione di ieri. Anche perché Boschiero aveva fretta che venisse fatta chiarezza, visto che entro il 9 febbraio deve chiudere la trattativa sugli esuberi a Palazzo Balbi, tanto che il tavolo di martedì scorso con i tecnici dell’assessorato al Lavoro è stato rinviato al 7 febbraio proprio in attesa dell’incontro di ieri: il manager, in un incontro precedente, aveva infatti annunciato a Regione e sindacati che gli esuberi avrebbero potuto essere una ventina in meno se si fosse ripartiti con i cantieri, ma poi era stato costretto a fare marcia indietro. L’accordo di ieri invece dovrebbe aver dipanato le nubi.

«Un percorso costruttivo»
Oltre ai nuovi lavori assegnati a Mantovani – per ora i 25 milioni, dei 13 se ne riparlerà più avanti – vengono sbloccati anche i cantieri che erano rimasti fermi proprio a causa del contenzioso tra l’impresa e il Cvn, già sfociato, per il pregresso, in un paio di decreti ingiuntivi per 17 milioni di euro complessivi. Il 7 febbraio, lo stesso giorno dell’incontro in Regione, dovranno essere firmati dei protocolli operativi per far riprendere immediatamente i lavori alle bocche di Malamocco e Chioggia e alle paratoie. Il Consorzio ha anche chiesto l’urgente consegna delle aree di cantiere per poter avviare l’installazione degli impianti. Il provveditore alle opere pubbliche Roberto Linetti ha fatto pure lui da paciere, facendo però mettere a verbale che lui quel che doveva l’aveva fatto, scaricando di fatto le colpe sui commissari. «Si è delineato un percorso costruttivo di collaborazione per arrivare proficuamente alla fine dei lavori», spiega Boffi. «Ringraziamo il prefetto per la disponibilità a mediare tra le parti», commenta Boschiero.
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