Pm10 alle stelle, bloccate 71 mila auto

Scatta il livello arancione dopo cinque giorni consecutivi di sforamenti. Dossier Legambiente: ottavi per smog in Italia
La Nuova di Venezia, 30 gennaio 2018, sezione Cronaca

Dalla scorsa settimana i livelli di Pm10 hanno ricominciato a salire. E così da oggi vengono inasprite le misure antismog anche nella terraferma veneziana.

Settantamila mezzi fermi. Se a Padova, con 10 sforamenti consecutivi, si attiva da oggi il secondo livello dell’emergenza, quello rosso, a Venezia con cinque superamenti consecutivi da oggi torna il livello arancione dell’emergenza aria con i blocchi di almeno 71 mila veicoli, motocicli compresi (dati del 2016 forniti dall’Aci). Se scatterà da giovedì prossimo il livello rosso, si dovranno aggiungere altri 60 mila mezzi. Il livello arancione interessa anche Vicenza, Verona e Treviso, con provvedimenti simili a Mestre , previsti dal piano Padano nato dall’accordo di quattro regioni ad alto rischio.

Situazione critica. «La situazione di criticità è diffusa a gran parte del territorio pianeggiante della regione», conferma la nota dell’Arpav, agenzia per l’Ambiente, che ieri ha comunicato ai Comuni di innalzare le misure che interessano la circolazione dei veicoli e il riscaldamento. Situazione che rischia di permanere visto che, spiega l’Arpav, «fino a mercoledì 31 non sono previste condizioni favorevoli alla dispersione degli inquinanti in quanto il tempo si manterrà stabile, senza precipitazioni, con una ventilazione molto debole e con foschie e nebbie che potranno risultare anche persistenti in pianura (…). Tra giovedì e venerdì è atteso il transito di una saccatura da nord-ovest con modeste precipitazioni e un probabile ricambio della massa d’aria». A sancire da noi il livello arancione sono stati i 5 sforamenti della centralina di riferimento, quella del parco Bissuola.

Ottavi in Italia per smog. Ma proprio ieri Legambiente ha diffuso il rapporto “Mal’Aria 2018”, sui dati di un anno di controlli sull’aria e si scopre che un’altra centralina, quella di via Tagliamento alla Gazzera (vicina alla tangenziale) fa balzare Mestre all’ottavo posto nazionale nella classifica delle città inquinate. Un pessimo risultato, visti i 94 sforamenti registrati nel 2017 contro i 35 concessi dall’Unione Europea. Quasi 3 volte tanto. In Italia Torino è prima in classifica; Padova è quarta; Venezia ottava e Treviso diciottesima.

Oggi vertice a Bruxelles. I dati vengono resi pubblici alla vigilia del vertice sulla qualità dell’aria previsto oggi a Bruxelles con gli otto paesi, tra cui l’Italia, in procedura di infrazione. L’Ue ha anche mandato un ultimatum al ministro Galletti per aggiornare le misure e renderle più incisive altrimenti la pratica sarà inviata alla Corte di giustizia europea con inevitabili e salatissime multe. E la pianura padana è al centro delle critiche.

Misure strutturali. Legambiente ribadisce che non servono «misure sporadiche ma sono urgenti interventi strutturali e azioni ad hoc nazionali e locali. Una sfida per la prossima legislatura». Investimenti nella mobilità collettiva, riconversioni dei veicoli, riqualificazioni edilizie, riscaldamenti con sistemi innovativi sono una necessità urgente.
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