Moraglia: «Stop a petrolio e carbone»

DIALOGO CON LUCA MERCALLI A SANT’APOLLONIA. Patriarca “ambientalista” ricorda la Populorum progressio di Paolo VI
La Nuova di Venezia, 28 gennaio 2018, sezione Cronaca

Sobrietà e lotta allo spreco. Difesa dell’ambiente, inteso come Creato. Otto secoli dopo il cantico delle Creature, il messaggio di San Francesco è ancora attuale. «Dobbiamo mettere in pratica l’enciclica Laudato sì di papa Francesco». ammonisce il patriarca Moraglia, «tre anni dopo, il suo messaggio è passato nel nostro quotidiano. Non per la politica, che continua a sostenere il petrolio e il carbone e non ha il coraggio di cambiare il ciclo poco virtuoso consumo delle risorse e inquinamento. Dobbiamo essere meno egoisti». Un messaggio di «ecologìa umana» e di rispetto per il Creato, quello lanciato ieri alla sala convegni di Sant’Apollonia dal patriarca, in occasione della giornata dedicata San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. Dialogo con il climatologo Luca Mercalli, moderato da Giorgio Malavasi. Il messaggio di Moraglia è chiaro. «Se 50 anni fa avessimo messo in pratica la Populorum Progressio, enciclica di papa Paolo VI, oggi l’emergenza dei migranti non sarebbe a questo punto. Paolo VI ritenne di doverla spiegare all’Onu, a Ginevra, venne quasi deriso allora. Oggi abbiamo capito che aveva ragione». Discorso parallelo vale per l’enciclica Laudato sì. «Messaggio chiaro, poco accademico», dice Mercalli, «speriamo di non scoprire fra 50 anni che dovevamo metterlo in pratica. Lo studioso richiama lo «sviluppo sostenibile», ispirato alla «parsimonia». Piccoli gesti, anche quotidiani, come chiudere le porte dei negozi in inverno, costruire »case passive» come fatto a Borbiago di Mira da una giovane architetta per una famiglia di veneziani. «Si paga di più al momento, ma si risparmia l’80 per cento dei consumi», dice.

Moraglia insiste sul rapporto tra il consumo e la disponibilità d’acqua, le migrazioni, l’inquinamento. «Sui problemi non possiamo fare ideologìa», scandisce, «accanto al reddito, alla giustizia sociale, al mercato del lavoro dovremmo inserire anche le emissioni di Co2. Interrompere la catena che produce consumo e rifiuti. Ognuno di noi può fare qualcosa».

Moraglia richiama infine la necessità dell’obiezione di coscienza. «Ci vuole uno sguardo critico sulla realtà che ci circonda, soprattutto quando certa politica non riesce a prendere le distanze dal carbone e dal petrolio». Inquinamento che ha prodotto, prosegue il patriarca, anche disastro e morti nel nostro territorio,. «Ricordiamo il centenario di Marghera», dice, «non possiamo dimenticare i morti causati dal Petrolchimico. E il ricatto del lavoro».
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