Versalis, proroga per la vecchia centrale

Altri tre mesi di esercizio con l’inquinante olio Fok in attesa dei nuovi generatori costati 50 milioni
La Nuova di Venezia, 26 gennaio 2018, sezione Cronaca

MARGHERA. L’autorizzazione all’esercizio della vecchia centrale termoelettrica di Versalis spa del gruppo Eni – alimentata da olio combustibile (l’inquinante distillato di petrolio greggio chiamato Fok) e gas recuperati altri impianti del Petrolchimico – è stata prorogata per altri tre mesi, in attesa dell’entrata in funzione della nuova centrale alimentata da combustibile gassoso prodotto dall’impianto di cracking della virgin-nafta e gas metano di rete. Da aprile prossimo entreranno in funzione, infatti, due nuove caldaie– già messe in opera e ora in fase di collaudo – per generare vapore che consentiranno di risparmiare i consumi idrici del 50% per l’intero stabilimento di Versalis e abbattere le pesanti emissioni inquinanti che contribuiscono ad aumentare le concentrazioni di polveri negli strati più bassi dell’atmosfera. La nuova centrale di vapore permetterà di abbattere in modo più consistente gli inquinanti emessi in atmosfera e di sopperire interamente ai fabbisogni di vapore per usi industriali ad alta pressione e temperatura, senza più bisogno di ricorrere ad energia termica fornita da terzi, come la vicina centrale di Edison Levante di Marghera. Costata 50 milioni di euro, la nuova centrale è dotata di due innovativi generatori di vapore a 500 gradi che sarà utilizzato nell’impianto di cracking del con una portata, ciascuna, di 85 tonnellate per ora, grazie a due nuove caldaie con una potenza termica di 218 mega watt, il 30% in meno rispetto ai 348 della vecchia centrale ancora in esercizio.

Nelle prescrizioni allegate al parere positivo per la costruzione della nuova centrale, concesso dalla Commissione nazionale per la valutazione dell’impatto ambientale (Via) del ministero dell’Ambiente, è stato espressamente richiesto che a regime deve garantire un consistente abbattimento delle polveri sottili e ultrasottili (Pm10 e Pm 2,5) rispetto alla precedente. «Le emissioni relative alla capacità produttiva delle due nuove caldaie con potenza termica di 2018 Mw – spiega il punto numero 3 delle prescrizioni – dovranno garantire in qualunque assetto di marcia una riduzione del 20 % delle concentrazioni di ossidi di azoto (NOX) come media oraria, oltre a garantire una riduzione del 50 % delle concentrazioni di polveri».

L’autorizzazione ambientale prevede che la nuova centrale «in caso di carenza del combustibile autoprodotto dall’impianto del cracking e (da 2,5 a 4,6 tonnellate per ora nelle condizioni di emergenza degli impianti, ad esempio “shutdown” dell’impianto di cracking della virgin-nafta e di richiesta massima di vapore destinato al sistema di sicurezza delle torce per la combustione in sicurezza smoke-less».
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