«A Porto Marghera il centro di ricerca Dtt»

Approvata in giunta comunale la delibera per candidare l’area ex Vedril di Eni al bando dell’Enea
La Nuova di Venezia, 25 gennaio 2018, sezione Cronaca

La Giunta comunale nella seduta di ieri ha approvato la delibera che prevede la partecipazione del Comune di Venezia, unitamente alla Regione del Veneto, al bando promosso da Enea per candidare Porto Marghera quale primo Centro di ricerca internazionale per la realizzazione dell’esperimento Dtt in Italia. Enea (l’ente di pubblico per la ricerca) ha previsto un investimento complessivo di 500 milioni di euro con un ritorno complessivo di 2 miliardi di euro e un impatto occupazionale di circa 2000 posti di lavoro, di cui oltre 250 addetti diretti con altissima specializzazione, nel sito che verrà selezionato come vincitore. L’investimento sarà sostenuto con mutuo europeo di 250 milioni di euro erogato dalla Banca Europea degli Investimenti; finanziamenti nazionali di varia natura (160 milioni; contributi da Eurofusion (60 milioni e contributi dalla Repubblica popolare cinese (circa 30 milioni in componenti), in qualità di partner scientifico del progetto.

La sperimentazione Dtt (Divertor Tokamak Test) prevede la costruzione di un Centro internazionale per gli studi sulla generazione di energia elettrica da fonti alternative: una tecnologia che consente di ottenere energia rinnovabile, sicura, inesauribile e in grado di sostituire i combustibili fossili. Sarà realizzato un impianto radiogeno classificato dalla normativa vigente come impianto non nucleare che, come previsto da Enea, anche nella più critica ipotesi di incidente o malfunzionamento degli impianti, non avrà alcun impatto sulla salute della popolazione.

«La Regione Veneto, che è il soggetto che presenterà ufficialmente la candidatura» dichiara il sindaco Luigi Brugnaro «ha voluto fortemente coinvolgere il nostro Comune nella proposta e nell’individuazione del sito dove verrà collocata la nuova struttura. Per il progetto metteremo a disposizione un’area di circa 6 ettari all’interno del Nuovo Petrolchimico (ex Vedril) che, per localizzazione, dotazione infrastrutturale e accessibilità risponde ai requisiti richiesti. Gli altri attori dell’operazione sono l’Università di Padova che affianca la candidatura di Regione e Comune, e Syndial (Eni) che ha reso disponibile da subito l’area prevista per l’insediamento, facente parte dei 107 ettari destinati al Comune di Venezia». «Ci candidiamo ufficialmente a nuovo motore di sperimentazione energetica, nonché a luogo di riqualificazione industriale» sottolinea l’assessore Simone Venturini. «Al bando hanno risposto anche altre regioni, ma siamo convinti dell’unicità delle caratteristiche di Porto Marghera nel panorama italiano: elevata infrastrutturazione viaria, ferroviaria, portuale ed aeroportuale, la presenza di una rete di produzione e distribuzione elettrica di livello industriale».
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