Pili, Brugnaro si difenderà in Consiglio

Accolta la richiesta di Pd, Lista Casson, Gruppo Misto e M5S che vogliono fare chiarezza sull’area di proprietà del sindaco
La Nuova di Venezia, 23 gennaio 2018, sezione Cronaca

Consiglio straordinario sui Pili lunedì 5 febbraio alle 17 a Ca’ Loredan. La presidente dell’assemblea Ermelinda Damiano invierà oggi le convocazioni ai consiglieri. La richiesta delle opposizioni, corredata di dieci firme di consiglieri Pd, M5S, Lista Casson e gruppo Misto, è stata accolta. Lo prevede il regolamento, ma la data ravvicinata della seduta soddisfa i richiedenti. «Sarà finalmente l’occasione», dice Renzo Scarpa del gruppo Misto, «per fare chiarezza su una serie di questioni. E sapere cosa pensa la città di questo progetto. Noi vogliamo separare il conflitto di interessi dai progetti. Altrimenti non si parla mai di urbanistica e di temi ambientali».

La questione è nota. La società del sindaco Luigi Brugnaro (Porta di Venezia srl) è proprietaria dal 2005 di 40 ettari a Marghera, nell’area denominata Pili. Luogo strategico dove si progetta da tempo di realizzare un Palasport con annesso parcheggio. Ma area inquinata dalle produzioni industriali degli anni Settanta.

Pochi giorni dopo aver annunciato di aver fatto ricorso al “Blind trust”, affidando le sue proprietà a un legale americano, il sindaco Brugnaro è tornato sull’argomento. «Che fare dei Pili? Investimenti mirati a ottenere a titolo gratuito il palasport e palazzo per eventi come concerti e spettacoli».

«Ma quella è un’area inquinata», dice Felice Casson, ex pm a Venezia, senatore e già candidato sindaco nel 2015, «attendo la risposta degli uffici del ministero per l’Ambiente sulla interrogazione che ho presentato». Casson sostiene che risale al gennaio 2017 una diffida amministrativa inviata alla società di Brugnaro per avviare la bonifica urgente dell’area. Porta di Venezia ha sempre replicato che il disinquinamento non spetta agli acquirenti, e per questo ha presentato un ricorso al Tar, ancora in attesa di giudizio.

Di tutto questo si discuterà nel Consiglio comunale, che si annuncia infuocato, il 5 febbraio. Giusto costruire durante l’amministrazione Brugnaro in un’area che resta di proprietà del primo cittadino? Giusto aprire a interventi privati in gronda lagunare per avere ancora alberghi e negozi per finanziare il nuovo palazzetto? La vera urgenza riguarda proprio il palasport. Se il progetto per la nuova struttura non sarà presentato alla Federazione entro la fine del campionato, il prossimo anno la Reyer non potrà disputare più al Taliercio le finali. Si tratta dunque di costruire in tempi brevi una nuova struttura da 5 mila posti. «Siamo d’accordo, ma ai Pili i tempi sarebbero troppo lunghi», ha proposto il capogruppo Pd Andrea Ferrazzi, «facciamolo al Vega».
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