«Commissione d’indagine sull’area Pili»

Serena e Scarpa (Gruppo Misto): «Si voti in Consiglio, se la richiesta sarà bocciata significa che non si vuole fare chiarezza»
La Nuova di Venezia, 20 gennaio 2018, sezione Cronaca

Una commissione consiliare straordinaria d’indagine che faccia chiarezza una volta per tutte sulla situazione ambientale, urbanistica e sulle ipotesi di recupero e di sviluppo dell’area dei Pili, di proprietà del sindaco Luigi Brugnaro, attraverso la sua società Porta di Venezia.

La chiedono con una proposta di delibera di iniziativa consiliare, sarà dunque l’aula di Ca’ Farsetti ad approvarla o meno depositata ieri dai consiglieri comunali del Gruppo Misto Renzo Scarpa e Ottavio Serena. «Se si dovesse decidere di bocciare la Commissione» osservano Serena e Scarpa, «vorrebbe dire che non si vuole fare chiarezza sull’area dei Pili, che è invece strategica per la città, forse proprio perché è di proprietà del sindaco. La proposta di delibera fa riferimento anche ad alcuni documenti interessanti e poco conosciuti, che aumentano le perplessità soprattutto dal punto di vista ambientale dell’area, per la quale si è molto discusso in queste settimane del progetto di recupero, che prevederebbe alberghi, una darsena, centro commerciale, oltre al Palazzetto dello sport voluto anche da Brugnaro, al quale sarebbe interessato l’imprenditore di Singapore Ching Chiat Kwong, che ha già acquistato dal Comune per farne nuovi alberghi Palazzo Donà e Palazzo Poerio Papadopoli.

In particolare, si fa riferimento alla comunicazione del Ministero dell’Ambiente inviata il 27 gennaio 2006 alla società di Brugnaro poco prima che acquistasse l’area dei Pili in cui si ricorda il «grave stato di compromissione ambientale in cui versa la medesima», ricordando che la stessa «è interamente ricompresa nel perimetro del sito Venezia-Porto Marghera la cui bonifica è ritenuta di interesse nazionale».

Nella lettera il Ministero dell’Ambiente chiedeva l’invio della «documentazione tecnica relativa ai prescritti interventi di messa in sicurezza d’emergenza, già attuati o in corso d’attuazione, finalizzati ad impedire la trasmigrazione dagli inquinanti dal suolo e dalla falda sottostante alle circostanti risorse ambientali nonché i progetti di bonifica dei suoli e delle falde dell’area di competenza». Allegata anche la “Relazione tecnica di radioprotezione”, acquisita dal Comune nel luglio 2015, che conferma la radioattività presente nell’area, sulla quale dovrebbe passare in parte anche la nuova pista ciclabile, in base all’accordo che Porta di Venezia aveva già raggiunto in precedenza con la Giunta Orsoni, in cambio della possibilità di realizzare su di essa anche parcheggi e un’area commerciale, con un parere dell’Usl nel quale si afferma che l’eventuale esposizione alle radiazioni da parte di chi dovesse passare per la zona, dovrebbe essere in qualche modo consapevole e giustificata da un beneficio del soggetto esposto, come quando si è sottoposti a radiografie o ad altri esami clinici che comportino appunto l’esposizione a emissioni radioattive a bassa intensità.

Di qui la richiesta dei consiglieri Scarpa e Serena di costituire la Commissione straordinaria sui Pili ed esaminare tutta la documentazione in possesso sull’area prima di prendere decisioni su di essa o varianti urbanistiche. «Una cosa appare chiara» sottolineano, «ed è che nelle condizioni attuali di inquinamento dell’area dei Pili non sono certo possibili i progetti di riuso di cui si parla. Prima occorre procedere alla sua bonifica e non si può certo pensare di “blindare” gli inquinanti e costruire sopra di essi, lasciando il problema alle nuove generazioni».
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