Area di crisi, bastano le caratterizzazioni

Accordo al ministero per aggirare l’ostacolo che bloccava il finanziamento dei progetti industriali
La Nuova di Venezia, 20 gennaio 2018, sezione Cronaca

Passato pericolo, i finanziamenti per l’area di crisi complessa di Venezia arriveranno. Il rischio era che, dopo oltre un anno di ritardo nel farsi riconoscere lo stato di “Area di crisi industriale complessa”, il Comune di Venezia finisse per perdere – a causa delle mancate bonifiche e de i terreni e del completamento della “muraglia” di marginamento del Sito di interesse nazionale (Sin) di Porto Marghera – anche i finanziamenti ministeriali del ministero dell’economia per progetti di riconversione e riqualificazione presentati dalle aziende. L’immediata fruibilità delle aree su cui le aziende intendono realizzare progetti finanziabili attraverso la società del ministero dello Sviluppo, Invitalia spa, era stata messa in discussione dalle mancate bonifiche delle aree industriali dismesse e dal mancato completamento del marginamento del Sin.

Il rischio era tale da mettere in allarme Confindustria e Cgil, Cil, Uil al tavolo di crisi messo in piedi dagli assessorati regionali alle Attività Produttive e alla Formazione. La questione aveva fatto slittare di oltre un mese la “chiamata” delle manifestazioni di interesse da parte delle aziende, dopo di che è prevista la firma di un Accordo di Programma e quindi il finanziamento dei progetti presentati dalle aziende, con mutui agevolati e una quota di finanziamento a fondo perduto. La svolta è avvenuta lo scorso 12 gennaio, durante un incontro tra il ministeri dello Sviluppo e dell’Ambiente, la Regione Veneto, il Comune di Venezia e l’Autorità Portuale che ha sancito «la compatibilità tra gli interventi di bonifica da effettuare nel Sis di Venezia- Porto Marghera e gli interventi di sviluppo che verranno promossi nell’Area di crisi industriale complessa». La soluzione è stata trovata accantonando il problema del marginamento – che era stato preteso dalla Commissione di inchiesta parlamentare presieduta da Alessandro Bratti e che comunque non impedirebbe la contaminazione della prima falda in caso di abbondanti piogge e acqua alta a Venezia – e sancendo nello specifico «la possibilità di promuovere interventi di sviluppo in tutte le aree con procedimento di caratterizzazione concluso, nel caso di Porto Marghera tali aree caratterizzate (con carotaggi per determinare lo stato di contaminazione) ammontano al 94% dell’intero territorio».

«Il nulla osta da parte del ministero dell’Ambiente verrà concesso» spiega una nota di Comune e Regione «a condizione che le opere e gli interventi siano realizzati secondo modalità e tecniche che non pregiudichino né interferiscano con il completamento e l’esecuzione della bonifica, né determino rischi per la salute dei lavoratori e degli altri fruitori dell’area». La durata complessiva dell’iter amministrativo avrà una durata di 60 giorni prima del rilascio dell’autorizzazione.
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