Bettin: «Deve essere garantita la massima sicurezza»

La Nuova di Venezia, 18 gennaio 2018, sezione Cronaca

Venice Lng ha aspettato per presentare ufficialmente il suo progetto, giusto il tempo di avviare il confronto con il territorio visto che si tratta di realizzare un bunker per immagazzinare un gas infiammabile ed esplosivo, seppure il Gnl lo sia in misura di molto inferiore rispetto agli altri gas. Con la Municipalità di Marghera sono già stati realizzati due incontri. Tant’è che il presidente della Municipalità, Gianfranco Bettin, ieri ha partecipato alla presentazione del progetto al Vega riconoscendo che si «sta sviluppando una nuova Marghera».

«Seguiremo con interesse e attenzione lo sviluppo del progetto del deposito di gas naturale liquido presentato da Venice Lng e lo presenteremo alle popolazioni di Marghera e Malcontenta, le più vicine all’impianto di gas naturale» ha spiegato Bettin. «Rispettando i principi di precauzione e di sostenibilità, e innescando un’intera nuova filiera energetica capace di ridurre le emissioni dei mezzi su gomma e acquei, può rappresentare un passo ulteriore di una nuova Porto Marghera basata sulle tecnologie più avanzate e sostenibili». Su questo nuovo progetto per incentivare l’uso del Gnl, la cui
validità ambientale è riconosciuta dagli stessi ambientalisti, Roberto Trevisan, a nome dell’assemblea permanente contro il rischio chimico di Marghera ha ribadito che «in un territorio con forti problematiche ambientali e sanitarie come quello di Marghera qualsiasi nuovo progetto di impianto, in particolar modo quelli a rischio rilevante, come quello presentato dalla Decal e San Marco Petroli, deve essere valutato attentamente per garantire il massimo della sicurezza per tutti».

«Serve perciò un progetto trasparente e un confronto aperto tra azienda e cittadini per valutarne la compatibilità ambientale» aggiunge Trevisan. «La discussione sul Gnl può essere uno stimolo importante per approfondire le alternative agli attuali carburanti fonti di inquinamento da polveri sottili. L’utilizzo del Gln sulle navi da crociera ad esempio, senza che questo legittimi il loro approdo a Porto Marghera dato che rimangono inalterate tutte le altre incompatibilità con la laguna». Per i parlamentari veneziani di Liberi e Uguali (Michele Mognato, Davide Zoggia, Delia Murer e Felice Casson) il Gnl a Porto Marghera «è opportunità da cogliere quelle del progetto del deposito di gas naturale liquido presentato oggi e la proposta di un centro di ricerca europeo sulla fusione nucleare».
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Nucleare a Marghera «Acquisire le aree Eni»

Bettin ricorda che il progetto era stato pensato dalle precedenti amministrazioni Scano (M5S): «Sui 107 ettari ex Syndial il Comune ha fatto decadere i termini»
La Nuova di Venezia, 18 gennaio 2018, sezione Cronaca

Giudizi positivi per una innovativa attività, ma anche tanti dubbi e qualche prima critica. In primo luogo dalla Municipalità di Marghera che ricorda al sindaco in carica, Luigi Brugnaro, che le aree che l’Eni dove dovrebbe sorgere vuole cedere al Comune non sono ancora di sua proprietà. Poi dall’Autorità Portuale di Sistema di Venezia e Chioggia che ieri, per bocca del presidente Pino Musolino, ha fatto sapere di non essere mai stata consultata – almeno per il momento – sull’argomento, nonostante si tratti di un progetto da realizzare in aree di ambito portuale come quelle di Porto Marghera.

La candidatura a ospitare il nuovo centro di ricerca sul nucleare è il frutto di un’intesa con la Regione Veneto e il dipartimento di Fisica dell’Università di Padova per partecipare a un bando lanciato dall’Enea per trovare il «sito per l’insediamento del Divertor Test Tokamak (Dtt)». Il presidente della Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin – già vicesindaco e assessore comunale in precedenti amministrazioni – fa presente che già in passato le amministrazioni a cui ha partecipato «avevano dato una prima disponibilità del Comune di Venezia a ospitare il centro di ricerca a Porto Marghera, proprio sulle aree dell’Eni su cui avevamo firmato un preliminare di accordo di acquisizione, negli ultimi mesi della amministrazione Orsoni tra la fine del 2013 e il 2014».

«Ora il progetto, che nel frattempo era rimasto in via di elaborazione altrove, ritorna attuale e giustamente il Comune si candida a ospitarlo» Continua a leggere